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Dalla Filiera corta al Pick your own: più modi per fare la spesa a Km0

Il consumo sostenibile e responsabile finalizzato ad uno stile di vita eco friendly è ormai parte integrante della razionalità del consumatore moderno. Quest’ultimo infatti, oggi più che mai, si informa, ricerca e applica dei metodi di acquisto che possono salvaguardare il pianeta, garantendogli contemporaneamente prodotti genuini e certificati.

Sulla base di questo principio si sono ultimamente sviluppate le tendenze di acquisto sulla base di Km0 seguendo il principio della filiera corta, ovvero un insieme di attività  che prevedono un rapporto diretto tra produttore e consumatore, singolo o associato, che accorcia il numero degli intermediari commerciali e diminuisce il prezzo finale, ma mantiene intatto il prodotto e la sua tracciabilità.

Attraverso la spesa a Km0 si sono sviluppati una serie di mercati di agricoltori che vengono definiti col nome di Farmer Market e nel 2010, dati Coldiretti, hanno avuto un boom tale da portare l’Italia ai primi posti rispetto all’Europa nel settore.

Anche i dati Istat attestano che negli ultimi sei mesi 4 famiglie su 10 hanno fatto acquisti, almeno una volta, direttamente in fattoria o negli agriturismi. Frutta, verdure , olio e vino tra i prodotti più gettonati, ma sono in aumento anche le compere di latte fresco dai distributori automatici ormai molto diffusi anche in città.

E’ la Coldiretti a vagliare quelli che sono i prodotti più acquistati direttamente dal produttore: verdura, frutta, formaggi, salumi, vino, latte, pane, conserve di frutta, frutta secca, biscotti e legumi. La spesa media è di circa 26 euro. Inoltre, dall’indagine, è risultato che il “grado di soddisfazione”, elevato per il 75% circa dei consumatori, medio per il 20%, basso per il 2%.

Purtroppo però la spesa in campagna ancora è una percentuale minima rispetto al totale degli acquisti alimentari. Questa è però la strada giusta per iniziare a contrastare i prezzi e combattere i rincari abnormi e ingiustificati provocati dai troppi passaggi di filiera e probabilmente da interessi speculativi.

E’ però degli Stati Uniti l’ultima tendenza, si chiama “Pick your own” e recentemente sta facendo capolino anche nel nostro Paese, consiste nel fare la spesa direttamente nell’orto delle aziende, raccogliendo personalmente dal terreno il cespo di insalata, il finocchio e le zucchine che si desiderano acquistare garantendosi da soli la freschezza e la qualità del prodotto.


LA SALUTE PARTE DALLE NOSTRE TAVOLE

di Ilaria Pella

Potrebbe sembrare che la tendenza a cucinare alimenti coltivati biologicamente sia una novità di questi ultimi anni o che sia più che altro una moda da seguire, invece che la volontà di ritornare ad un’alimentazione sana costituita da prodotti che realmente risultino d’aiuto per la nostra salute.

Il ritorno alla natura, inteso come volontà degli individui, è un processo lento avviato già dagli inizi del ‘900 e soprattutto rafforzato dall’intenzione di evitare e di consumare prodotti utilizzando concimi e pesticidi chimici. I prodotti ottenuti con l’uso di sostanze chimiche hanno inevitabilmente un risultato differente da quelli ottenuti con metodi naturali, contengono meno vitamine, meno sali minerali, ma sono carenti anche di quegli elementi che forniscono il sapore e il profumo propri della naturalezza di quell’alimento.

Sono ormai numerosissime le ricerche che hanno dimostrato che il l’impiego continuativo dei pesticidi e dei diserbanti chimici siano connessi al manifestarsi di alcune forme di cancro o comunque legati all’insorgere di vari problemi di salute quali malattie allergiche, asma e dermatiti.

I prodotti biologicamente curati non possiedono nessuna controindicazione, anzi, risultano essere dei prodotti di elevatissima qualità tanto che molti chef li utilizzano proprio per i loro piatti migliori poiché ritengono fondamentale poter apprezzare e far apprezzare i gusti, i sapori e i profumi originali degli alimenti. Sempre più spesso, ultimamente anche nella composizione delle ricette infatti si è voluto dare risalto a questi alimenti preparandoli con cotture rapide che servono a rispettare la naturalezza del cibo preservandola da qualsiasi contaminazione.

Anche le ricette tradizionali, le più semplici, se preparate con alimenti biologici hanno una migliore qualità e risultano quindi più sane ma anche più buone e saporite. Ecco quindi le motivazioni che stanno portando ad un ritorno al modello alimentare tradizionale, magari quello delle nostre nonne che curavano i prodotti sin dalla semina e che utilizzavano di questi tutte le loro parti evitando sprechi e in nell’ assoluto rispetto della natura.

La coltivazione e la cucina biologica sono lo strumento più semplice e immediato con cui ogni individuo può determinare la qualità della propria vita presente e futura: già dall’antichità l’alimentazione è sempre stata la prima medicina. La strada migliore per mantenersi in forma è quella della prevenzione attraverso un’alimentazione corretta, genuina, e insieme misurata nella quantità, solidale e quindi biologica; capace di mantenere e aumentare la vitalità dell’individuo e per questo energetica.

Non è da trascurare poi l’aspetto ecologico del consumo dei prodotti biologicamente controllati soprattutto in un momento come questo in cui vi è un totale disinteresse verso la salvaguardia dell’ambiente: iniziare a preservare il mondo che ci circonda senza sprechi e usufruendo di ciò che di più sano la terra può darci potrebbe essere un felice inizio di rinascita, un modo per riappacificarci con un pianeta che, sofferente, inizia a dare i primi sintomi di forte malessere principalmente a causa del nostro scorretto sfruttamento e della nostra irresponsabilità.

Ilaria Pella

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