COME E PERCHE’ POMODORO BIO
COME E PERCHE’
IL POMODORO BIO
Il pomodoro è una pianta annuale i cui frutti sono bacche dal caratteristico colore rosso alla base di molti piatti della cucina italiana. Originario delle zone tropicali e subtropicali dell’America latina è ormai uno degli alimenti base della cucina mediterranea. La pianta normalmente raggiunge un’altezza che varia dai 50 cm ai 2 m. La frutto del pomodoro – di forma, dimensione e colore variabili in relazione alla varietà – presenta una buccia liscia e una polpa carnosa con una suddivisione interna in logge, contenenti i semi di forma circolare appiattiti di color bianco giallo.
E’ largamente diffuso in tutto il mondo oltre che per il suo gusto anche per le sue importanti proprietà dietetiche; questo alimento ha tuttavia raggiunto le cucine europee in tempi relativamente recenti e, sebbene importato già nel Cinquecento, soltanto due secoli dopo è stato impiegato abbondantemente nell’alimentazione.
E’ un frutto ricco di principi nutritivi e calorie, usato principalmente come alimento nelle insalate o per la preparazione di salse o piatti cotti, arricchisce le ricette in quasi tutte le portate e, se frullato, è anche un’ottima bevanda.
E’ un alimento ricco di licopene, un antiossidante, che si pensa possa svolgere una certa funzione protettiva rispetto al rischio dei tumori. E’ comunque l’alimento principe della cucina italiana, il re della dieta mediterranea, semplice ma ricco di virtù preziose, e molteplici proprietà benefiche.
Un alleato della salute delle persone tanto che viene reputato da studiosi e nutrizionisti un alimento basilare per la linea, ma anche per gli effetti positivi al cuore e alle arterie.
Se coltivato in maniera biologica il pomodoro può contenere anche il doppio delle proprietà nutritive e degli antiossidanti permettendo così la prevenzione della pressione alta e riducendo il rischio di infarto e soprattutto la possibilità di malattie cardiache.
La differenza sostanziale nelle concimazioni biologiche consiste principalmente nella fertilità del suolo richiedendo meno concime di quanto avviene di quanto ne contengano nei campi chimici. La fertilizzazione industriale si avvale di azoto in una forma facilmente assimilabile dalle piante che riduce al minimo, quando non totalmente, le proprietà benefiche di questo alimento.




