LA GREEN ECONOMY IN ITALIA
L’Italia in ritardo con le energie rinnovabili
L’economia verde, ovvero quel tipo di economia che riguarda il settore delle energie rinnovabili in Italia è molto arretrata rispetto a tutti gli altri paesi dell’Unione Europea. Nonostante un crescente aumento di interesse di conseguenza anche del lavoro nel settore, ancora la nostra nazione fa fatica ad uniformarsi a quelle che sono le nuove normative europee.
Questo distacco nei confronti degli altri stati comporta anche un costo a livello economico: circa 3 miliardi di euro l’anno di sanzioni da parte dell’UE.
La Fondazione Istud, istituto attento anche all’economia sostenibile, ha sottolineato durante un forum a Milano, delle importanti novità da seguire sul piano del business verde, noto in Europa col nome di green economy. Un esempio pratico da seguire per iniziare ad adeguarsi alla nuova economia potrebbe partire proprio dalle direttive europee del 2009 che impongono un consumo energetico ad impatto quasi zero per gli edifici pubblici dal 2018 e per tutti gli altri edifici dal 2020. Purtroppo in Italia non si sta seguendo completamente questa linea di sviluppo e si rischia oltre che una multa pecuniaria anche l’inevitabile danno ambientale.
Un altro passo fondamentale sarebbe quello di sostituire il prima possibile le circa 15 milioni di caldaie italiane non più a norma con lo scopo di ridurre le emissioni di CO2.
In Trentino è nato un progetto chiamato Crisalide che con le moderne tecnologie ad alta efficienza energetica genera calore ed elettricità direttamente nei luoghi domestici, con il vantaggio tra l’altro di ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Progetto prodotto da Habitech-Distretto tecnologico trentino per l’energia e l’ambiente e da SofcPower, società che sviluppa celle a combustibile basate su tecnologia Solide Oxide Fuel Cells (SOFC). L’iniziativa Progetto Crisalide ha catalizzato una completa filiera provinciale attorno all’innovazione nel campo della micro-cogenerazione per dotare il Trentino di sistemi di riscaldamento innovativi, oggi facilmente applicabili senza pesanti cambiamenti strutturali degli edifici ma anzi con una riqualificazione degli stessi.
Paesi come Giappone, Germania, Olanda e Danimarca hanno già da tempo scelto di sostenere filiere locali con programmi di sviluppo a sostegno della micro-cogenerazione.
Le soluzioni per un futuro più green esistono, ma hanno bisogno di essere sviluppate e diffuse soprattutto nel nostro paese che è ricco di potenziali fonti rinnovabili.



