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Il minestrone di verdure biologiche

21 febbraio 2011

Le nuove classificazioni energetiche Europee

16 febbraio 2011

Dalla Filiera corta al Pick your own: più modi per fare la spesa a Km0

15 febbraio 2011

Natale al Circo Massimo col Mercato di Campagna Amica

17 dicembre 2010

Natale al Circo Massimo col Mercato di Campagna Amica

Apertura straordinaria per il Natale del Mercato di Campagna amica in via di San Teodoro organizzato dalla fondazione Campagna amica e patrocinato dalla Coldiretti Lazio.
Il mercato da l’opportunità ai romani di gustare e acquistare i prodotti genuini della campagna laziale, il mercato propone solo prodotti agricoli locali, sempre freschi e di stagione, a km 0 perchè venduti direttamente dai produttori laziali, come sintetizza lo slogan della manifestazione: “Dal campo alla tavola senza intermediari, per conoscere chi produce quello che mangi”. Il mercato propone anche una buona selezione di prodotti da agricoltura biologica.

I Prodotti del Mercato

  • Orto-frutta
  • Vini e/o aceti
  • Olio d’oliva
  • Formaggi e latticini
  • Carni fresche e salumi
  • Conserve vegetali e prodotti trasformati
  • Piante e fiori
  • Uova
  • Cereali, riso, farina e pasta
  • Legumi e derivati
  • Latte fresco
  • Miele

Giorni di apertura settimanale:

Sabato – domenica

Orario di apertura

10:30 – 19:00

Prossime aperture:

Sab, 18/12/2010

Dom, 19/12/2010

Sab, 25/12/2010

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Ecco come essere bio anche a letto

16 dicembre 2010

Relax e natura nei bio hotel

16 dicembre 2010

Il letto ecologico

16 dicembre 2010

Un Buon Bio Natale a tutti voi

10 dicembre 2010


Un Buon Bio Natale a tutti voi

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Per la pelle solo cotone bio

10 dicembre 2010

A contatto con la pelle

solo cotone bio

Il mercato dell’abbigliamento naturale ormai coinvolge tutte le grandi e piccole aziende senza esclusione delle grosse catene di abbigliamento.

Gli abiti proposti sono prodotti esclusivamente con fibre animali o vegetali. Tutto il processo produttivo delle fibre, infatti, è trattato con sostanze naturali o comunque a basso impatto ambientale e sono preventivamente controllate e certificate da enti competenti.

Il sistema di certificazione dell’abbigliamento biologico è controllato da associazioni private che raggruppano produttori e consumatori e decidono di seguire un determinato metodo produttivo, ad indicarlo sarà un marchio apposto su ogni capo.

Una di queste associazioni è l’IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements), fondata nel 1972 per supportare e promuovere l’agricoltura biologica, attraverso la creazione di standard e politiche internazionali, a beneficio di agricoltori, lavoratori, rivenditori e consumatori.

Esistono quindi degli standard secondo i quali il tessile biologico viene prodotto, come ad esempio il fondamentale ridotto impatto ecologico durante  il processo di crescita e trasformazione delle fibre naturali in tessuti o oggetti.

Ma come fare per riconoscere effettivamente la reale composizione biologica del capo che stiamo acquistando?

1: l’etichetta deve dichiarare il “100% Biologico” oppure “100% Organic” se in inglese, a testimonianza che tutti i componenti che creano il capo contrassegnato sono di origine biologica, inclusi fili e bottoni.

2: nel caso in cui l’etichetta recitasse “fatto con fibra biologica”, allora è giusto sapere che in questo caso almeno il 70% del capo è stato prodotto con fibre cresciute biologicamente.

3: controllare le certificazioni sui capi; servono soprattutto ad assicurare che durante il processo manifatturiero tutte le sostanze utilizzate assicurano la sostenibilità ambientale e l’assenza di agenti cancerogeni, mutageni, tossici o di disturbo al sistema endocrino.

Il materiale tessile più comprato e venduto al mondo è il cotone e forse non tutti sanno che i coltivatori tradizionali di cotone utilizzano i pesticidi più pericolosi sul mercato.

Questi pesticidi possono inquinare le fattorie degli agricoltori, diffondersi nelle aziende confinanti, contaminare il suolo e le acque di superficie e uccidere gli insetti e i micro organismi del suolo.

Il cotone biologico, al contrario, è totalmente naturale: piacevolmente morbido, più resistente nel tempo assicura una corretta traspirazione cutanea. Le sue fibre, infatti, non avendo assorbito sostanze chimiche, mantengono inalterate le loro qualità originarie.

La produzione del cotone da agricoltura biologica, a volte anche biodinamica, è realizzata tramite l’utilizzo di metodi e sostanze naturali che non danneggiano l’ambiente. Di base non vengono mai utilizzate semenze OGM.

Nelle fasi di tessitura, colorazione, finissaggio etc.. non vengono usate sostanze che hanno un impatto ambientale, insomma tutto nel cotone bio rispetta l’ambiente e pone al primo posto la salute della persona.

Seguire la moda va bene ma è decisamente meglio se biologica.


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Ad ogni testa il suo shampoo, meglio se Bio

3 dicembre 2010

Ad ogni testa il suo shampoo, meglio se Bio

I cosmetici e più in generale i prodotti per la cura e l’igiene del corpo sono un brand in controtendenza al periodo economico di recessione globale: è dimostrato statisticamente che questo tipo di beni è più acquistato dal consumatore medio che non intende rinunciarvi, nonostante stia più attento al resto della spesa. Le aziende di conseguenza si stanno adattando alla richiesta del mercato che vede il consumatore desideroso di prodotti genuini che rispettino l’uomo e l’ambiente, quei prodotti insomma, bio.

Prodotti biologici insomma, primi tra tutti creme per il viso e per il corpo, ma anche detergenti per l’igiene.il dato curioso e che il consumatore volge un’attenzione quasi maniacale verso i prodotti per i capelli.

Ed è proprio partendo dalla nostra testa possiamo essere dei bravi consumatori green, non solo a casa ma anche dal parrucchiere perché ormai sono sempre di più i saloni che utilizzano prodotti che rispettano l’ambiente, non sono nocivi per l’uomo perché creati con ingredienti naturali e (soprattutto!) non sono testati su animali.

I prodotti biologici per la cura dei capelli sono veramente tantissimi, professionali e non, dedicati a coloro che amano l’ambiente e vogliono uno stile di vita eco-sostenibile, portando il mercato verso una nuova tendenza, quella di un nuovo tipo di bellezza più eco consapevole.

Shampoo, balsamo, maschera, lacca: sono tutti prodotti utilizzatissimi nel quotidiano, sono curativi e possono essere ricchi di ingredienti biologici, avere confezioni bio-degradabili, privi di parabene (gruppo di sostanze chimiche denominate xenoestrogeni o “disruttori ormonali”, sostanze estranee all’organismo capaci di imitare gli estrogeni, che sono potenti stimolanti della crescita e della trasformazione maligna delle cellule mammari), senza coloranti e fragranze artificiali.


Anche il pakaging è green poiché flaconi e tubi, realizzati al 50% con materiali riciclati, sono essi stessi riciclabili al 100%. Una delle caratterisitiche che differenziano gli shampoo biologici da quelli tradizionali è il fatto che siano composti principalmente da elementi naturali (olio di oliva, argan, semi di lino, ecc) ognuno specifico per le varie tipologie di capelli, ad esempio, l’olio d’oliva per capelli secchi, l’argan per tutti i tipi di capelli, i semi di lino per le ‘punte ribelli’ e ancora molti altri.

Nella categoria dei biologici troviamo alcuni prodotti in grado di concentrare più elementi naturali al proprio interno come  lo shampo composto dall’insieme di geranio, lavanda, rosmarino, olio di jojoba e aloe vera che serve a reidratare i capelli, ma anche la maschera fortificante composta da foglie di tè bianco, alghe, estratti di fiori di camomilla e l’olio di oliva.

Sono tutti prodotti composti esclusivamente da materie prime e da derivati vegetali come gli oli essenziali (provenienti da coltivazioni biologihe o da raccolta di piante a crescita spontanea) e gli estratti proteici vegetali come le proteine della soia, le germe di grano e di seta, il cocco, il mais, ecc.

Inoltre i prodotti biologici per capelli garantiscono una detersione più delicata, non sono invasivi nei confronti del cuoio capelluto e dei capelli, assicurando un’azione oltre che ristrutturante anche protettiva.

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E’ tempo di Novello Bio

3 dicembre 2010


E’ tempo di Novello Bio

Alla mezzanotte del 5 novembre, come tutti gli anni, è tornato il vino novello, il primo vino della nuova vendemmia.

Precisiamo innanzitutto che spesso si sente parlare erroneamente di vino novello come il vino “nuovo”, ma tale bevanda nasce da una produzione particolare e molto differente dalla “solita” vinificazione. Questo metodo è stato ideato da un’équipe di ricercatori francesi nel 1934.

La tecnica di vinificazione è molto specifica: il mosto fermenta in contenitori ermetici, in un’atmosfera di anidride carbonica. Così la fermentazione del mosto non avviene all’aria, come al solito. I lieviti che normalmente fanno fermentare il vino hanno bisogno dell’aria per agire: niente aria, niente lieviti.

Ma niente paura il vino fermenta ugualmente e a farlo fermentare in assenza di aria sono gli enzimi contenuti nel mosto. Perché si fa tutto questo? Per avere un vino con sapore, colore, profumo, caratteristici, per avere il vino novello insomma.
Infatti in questo modo:

  • vengono estratti i pigmenti delle bucce dell’uva che danno il colore al vino
  • vengono estratti gli aromi localizzati nelle bucce dell’uva che gli danno sapore e profumo
  • diminuisce l’acidità del vino (l’acidità malica per essere precisi)

Dopo la fermentazione, il vino viene sottoposto agli ordinari processi di raffinatura (centrifugazione, chiarifica, filtrazione, stabilizzazione tartarica, ecc.), e così possiamo trovarlo nel bicchiere, solo dai primi giorni di novembre.

Leggero, con bassa gradazione (11 gradi) e bouquet aromatico, il vino novello viene consumato soprattutto da un pubblico giovane, in abbinamento con i prodotti autunnali, dalle caldarroste ai prodotti tipici del territorio come salumi, verdure in pinzimonio e formaggi piccanti a pasta molle, degustati in casa o in pizzerie, enoteche, winebar, ristoranti e nelle piazze, dove sono numerose le Sagre e le Feste dedicate a questo vino.

Tra alcuni esempi di novello biologico troviamo Tito Primo, il vino novello 2009 della Perlage di Soligo (Treviso), la cantina che organizza anche una festa specifica per questa vendemmia. Questo è un vino piacevole, caratteristico, in cui si riconosce l’erbaceo gradevole tipico del Cabernet.

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Farfalle e funghi champignon

3 dicembre 2010

Farfalle e funghi champignon


Un primo leggero, gustoso e autunnale al tempo stesso. La vivacità del fungo champignon da coltivazione biologica si fonde con il formaggio parmigiano bio per creare un piatto semplice ma ottimo in qualsiasi occasione.

Ingredienti (per 2 persone):

  • 200 g di farfalle
  • 300 g di funghi freschi champignon da coltura biologica
  • 2 spicchi d’aglio bio
  • 15 g prezzemolo bio tritato
  • 100 ml olio extravergine di oliva biologico
  • sale e pepe q.b.
  • parmigiano grattugiato biologico

Preparazione:

Far cuocere la pasta e mentre l’acqua bolle far rosolare nell’olio in una padella due spicchi d’aglio, toglierlo dall’olio non appena diventa dorato e aggiungere i funghi, il tutto a fiamma non troppo alta, solo dopo che i funghi saranno cotti aggiuingere prezemolo e sale.

Scolare la pasta pochi minuti prima rispetto al tempo di cottura indicato e versarla nella padella mantecando il contenuto con un po’ di parmigiano grattugiato biologico e un po’ di pepe a vostro piacimento. Questo piatto va servito caldo e…. Buon appetito!

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Inizia la stagione dei FUNGHI, meglio se BIO

24 novembre 2010


Inizia la stagione dei FUNGHI,

meglio se BIO

E’ molto complesso definire il fungo poichè è una pianta decisamente particolare che si colloca nel mondo microscopico dei vegetali, nel gradino più basso della scala dei viventi, sfruttando aria, acqua, ma in assenza di clorofilla. Non possiamo attribuire questo alimento né al mondo vegetale né a quello animale, è bensì un organismo vivente molto atipico, diffuso soprattutto nella stagione autunnale non ha fusto, radici o foglie ed è sprovvisto del sistema vascolare che dalle radici porta la linfa vitale fino a risalire il tronco ed a raggiungere i rami e le foglie.

E’ un alimento decisamente saporito ed è presente in natura nelle sue molteplici varianti.

In Italia solo ultimamente è stata introdotta la produzione biologica del fungo, in particolare quello champignon, esattamente in Emilia Romagna, dove verrà coltivato senza l’utilizzo di concimi e antiparassitari di sintesi chimica.

Le colture di funghi biologiche devono essere asettiche, vegliate continuativamente dal punto di vista climatico e igienico e perfette in ogni dettaglio poiché devono ricreare un habitat che sia uguale a quello boschivo.

L’acqua di queste coltivazioni deve essere anch’essa controllata e i funghi andranno raccolti a mano. Successivamente i funghi vengono stoccati in apposite celle a temperatura costante, che mantengono stabile la catena del freddo, in modo tale che le caratteristiche e le proprietà organolettiche dei funghi restino inalterate.

Seguono le operazioni di lavorazione, confezionamento e controllo di qualità attraverso le varie certificazioni indispensabili per sottolineare la tracciabilità e la genuinità del prodotto.

Tutti i processi di coltivazione del fungo biologico sono effettuati con cura ed attenzione da personale specializzato, nella fase finale di produttività questo piccolo prodotto della terra viene successivamente recapitato con tempestività ai centri di distribuzione per arrivare intatto e gustoso fino alle tavole del consumatore.

Vedi le ricette per FUNGHI.

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Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti

22 novembre 2010

Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti

Oggi inizia la “Settimana europea per la riduzione dei rifiuti

(European Waste Week Reduction),

una serie di oltre 600 iniziative che avranno luogo dal nord al sud dell’Italia fino al 28 novembre.

Sono cinque i temi principali della settimana, tutti volti alla sensibilizzazione verso il riuso e il riciclaggio:

  1. Troppi rifiuti: sensibilizzare sulle conseguenze della nostra produzione di rifiuti continuamente in crescita, e sul suo impatto ambientale ed economico.
  2. Produzione eco-compatibile: incoraggiare le imprese ad assumere misure concrete per ridurre la quantità dei rifiuti prodotti attraverso le loro attività.
  3. Consumi attenti e responsabili: informare il consumatore sull’impatto dei suoi acquisti e sulla quantità dei rifiuti prodotti.
  4. Prolungare la vita dei prodotti: evidenziare diversi modi per rinviare l’acquisto di un nuovo prodotto (riparazioni, riuso…).
  5. Meno rifiuti gettati via: suggerire diverse soluzioni per gettare meno rifiuti nella spazzatura (attenzione alle date di scadenza dei prodotti, compostaggio domestico, adesivi “no pubblicità in buca”…).

Tra le numerose iniziative troviamo lo Spot pubblicitario  che sottolinea in maniera ironica come i rifiuti presenti al mondo siano già troppi e i provvedimenti da prendere non siano anche in campo di riciclo, poiché ogni persona dovrebbe impegnarsi coscenziosamente a sperecare di meno creando conseguentemente meno rifiuti.

Tutte le iniziative sono disponibili sul sito web ufficilae della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, dovre ogni regione presenterà alle altre la sua proposta, e dove sarà possibile proporre la proprio intenzione, perché non si tratta di teoriche conferenze sul riciclo ma bensì di racconti di gesti quotidiani di qualsiasi cittadino comune.

Per l’occasione scenderanno in campo anche l’Aquila, ancora alle prese con lo smaltimento delle macerie post-sisma, e alcuni comuni del napoletano, impegnati nella ricerca di soluzioni per fronteggiare l’emergenza rifiuti, con lo scopo di riuscire a sensibilizzare le persone verso questo importantissimo problema.

Il Ministro dell’Ambiente, On. Stefania Prestigiacomo così ha commentato: “Ogni singolo gesto quotidiano, anche apparentemente insignificante, incide sull’equilibrio dell’ambiente. E ognuno di noi può, con un comportamento attento e consapevole, contribuire a preservare questo prezioso equilibrio. È dunque fondamentale veicolare il messaggio di quanto sia importante e necessario il contributo di tutti per la salvaguardia dell’ecosistema. La consapevolezza dell’impatto dei nostri consumi sull’ambiente e la necessità di ridurli drasticamente rappresentano un messaggio chiave per la conservazione del nostro habitat. La Settimana Europea della Riduzione dei Rifiuti, è un’iniziativa che, attraverso il coinvolgimento di più soggetti, dal settore pubblico a quello privato, realizza sull’intero territorio nazionale un’azione di sensibilizzazione su un tema strategico per l’ambiente quale è il ciclo dei rifiuti attraverso la realizzazione di comportamenti volti proprio alla riduzione degli stessi. Un’azione dunque che si inserisce, in un’ottica di sviluppo  sostenibile, tra le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea ma che rappresenta anche una vera e propria campagna congiunta di formazione e informazione con l’obiettivo di accrescere la sensibilità dei cittadini verso una produzione eco-compatibile e un consumo responsabile”.

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Giornata Nazionale dell’Albero

19 novembre 2010

Giornata Nazionale dell’Albero

Il 21 novembre l’Italia si tinge di verde

Il Ministero dell’Ambiente sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica, ha indetto per il 21 novembre la «Giornata nazionale dell’albero».

L’iniziativa ha l’obiettivo di perseguire, attraverso la valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, l’attuazione del protocollo di Kyoto e le politiche di riduzione delle emissioni di CO2, la prevenzione del dissesto idrogeologico ed il miglioramento della qualità dell’aria.

Una linea di partecipazione rivolta ai comuni, alle scuole e alle comunità montane per una serie di interventi ed iniziative supportate dal Ministero dell’Ambiente, dalle Regioni, l’ANCI e l’UNICEM. In particolare si prevede la piantumazione in contemporanea, per il 21 novembre alle ore 12.00, in ogni Comune che aderisca, di un numero di alberi proporzionale al numro dei nati nell’ultimo anno sulla base della popolazione residente.

La piantumazione dovrà essere effettuata, in terreni che abbiano un particolare valore sotto il profilo dei temi cardine prescelti, in questo caso, la piantumazione come cura del territorio per contrastare il dissesto idrogeologico. Gli alberi, forniti dal Ministero dell’Ambiente, dal Corpo Forestale dello Stato e dai vivai regionali, saranno messi a disposizione dei Comuni alcuni giorni prima del 21 novembre. Le indicazioni da seguire sono disponibili sul sito www.giornatadellalbero.minambiente.it.

Il principio è quello di educare i più giovani e non solo, all’alto valore che ha l’albero, inteso come simbolo primario dell’ambiente, poiché ciò che i più non conoscono è che piantando, ad esempio, 3 alberi si possono compensare le emissioni di CO2 prodotte dal consumo annuo di elettricità di 3 persone che vivono insieme (1,7 t circa di CO2).

Anche il Comune di Roma partecipa attivamente alla Giornata dell’Albero, infatti saranno piantati oltre quattromila alberi nelle riserve naturali, tremila lungo le strade e altri cento al Parco dell’Inviolatella.

Proprio in questo parco ci sarà una interessante manifestazione alla quale sarà presente, tra gli altri, l’assessore all’Ambiente Fabio De Lillo. Anche il Dipartimento Ambiente di Roma Capitale partecipa all’evento donando oltre 1000 essenze di rimboschimento tra cui lecci, aceri e querce che saranno piantati in tutti i parchi cittadini dai volontari di Legambiente in collaborazione con le scuole della città.

Legambiente è fortemente partecipe in questa edizione della Giornata dell’Albero e focalizza l’attenzione sull’importanza dei boschi e del mantenimento degli equilibri ambientali del Pianeta in sincronia perfetta con l’anno della Biodiversità proclamato dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. A Pollica, Legambiente e Feltrinelli si sono unite per il progetto “Il bosco della legalità” dove lecci, pioppi, querce e carrubi, per un totale di oltre 1.300 alberi, saranno messi a dimora nel cuore del Parco Nazionale del Cilento e Vallo Diano. A piantare i primi 50 alberi saranno i bambini delle scuole elementari di Pollica, gli alberi sono stati acquistati grazie ad un’iniziativa di raccolta fondi avvenuta nelle sedi della Feltrinelli domenica 31 ottobre.

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ZEROEMISSION ROME 2010

7 settembre 2010

ZEROEMISSION ROME 2010, il grande evento dedicato alle energie rinnovabili, è l’appuntamento di eccellenza per accedere alle diverse declinazioni della domanda e dell’offerta nel grande e promettente mercato del Sud Europa e del bacino Mediterraneo.

Una kermesse di livello internazionale che registra crescite importanti in termini di superficie espositiva occupata e di numero di espositori, superando i risultati record della precedente edizione con un incremento atteso del 30%.

ZEROEMISSION ROME 2010, dal 7 al 10 settembre nei Padiglioni della Fiera di Roma, è caratterizzata da una rinnovata modalità di svolgimento, che garantisce una maggiore visibilità ai singoli saloni.
La sesta edizione è composta da:
- EOLICA EXPO MEDITERRANEAN dal 7 al 9 settembre;
- PV ROME MEDITERRANEAN, CSP EXPO e CO2 EXPO dall’8 al 10 settembre.

ZEROEMISSION ROME 2010 si conferma dunque la manifestazione di riferimento per tutte le aziende e gli operatori interessati allo sviluppo delle energie rinnovabili, all’emission trading e alla sostenibilità ambientale e accenderà i riflettori sull’energia eolica, sul solare fotovoltaico, termico e a concentrazione e sull’efficienza energetica. Altri focus riguarderanno le smart grids (reti intelligenti), l’energia verde, Enerjob (il lavoro nel settore delle rinnovabili) e la ricerca e sviluppo.

ZEROEMISSION ROME 2010 prevede come ogni anno numerose conferenze, workshop e dibattiti dedicati ai temi più attuali nel dibattito energetico e climatico mondiale, che coinvolgono i massimi esperti internazionali del settore.

Per info: http://www.zeroemissionrome.eu/it_zer/index_zer.asp

Zeroemission Rome 2010 – GUARDA IL VIDEO

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COMPRAVERDE – BUYGREEN: Forum Internazionale degli Acquisti Verdi

7 settembre 2010

CompraVerde-BuyGreen

 

Dal 7 all’8 ottobre 2010 presso la Fiera di Cremona si svolgerà CompraVerde-BuyGreen, Forum Internazionale degli Acquisti Verdi, quarta edizione della mostra-convegno dedicata a politiche, progetti, beni e servizi di Green Procurement pubblico e privato.

CompraVerde-BuyGreen è promosso da Provincia di Cremona, Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, Regione Lombardia, Ecosistemi e Adescoop–Agenzia dell’Economia Sociale in collaborazione con numerose realtà di rilievo nazionale e internazionale.

Cresce sempre più nella politica ambientale europea e nazionale la centralità degli Acquisti Verdi come strumento chiave per il consumo e la produzione sostenibili, in grado di orientare la domanda e l’offerta verso beni e servizi a ridotto impatto ambientale. L’approvazione del Piano d’Azione Nazionale per il Green Public Procurement lo scorso anno ne è una ulteriore conferma. I temi affrontati dal Forum CompraVerde-BuyGreen risultano quindi di grande attualità e rilevanza strategica, oltre che economica, sia per le istituzioni che per il mondo imprenditoriale.

Articolato in un programma culturale di alto livello e in una qualificata area espositiva, CompraVerde-BuyGreen si propone come punto d’incontro per i diversi attori coinvolti nella diffusione e attuazione degli acquisti verdi pubblici. CompraVerde-BuyGreen intende: promuovere una cultura diffusa degli Acquisti Verdi; proporsi come rassegna e luogo di scambio delle buone prassi di enti pubblici, realtà del mondo economico e produttivo e organizzazioni non profit; favorire il confronto e le relazioni tra istituzioni, imprese e società civile organizzata; far incontrare la domanda e l’offerta di beni e servizi, favorendo la produzione e la commercializzazione di prodotti verdi.

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TARTINE DI FICO E BUFALA

6 settembre 2010

Tartine di fico e bufala

A settembre sono le ultime giornate di caldo a farci sentire già la nostalgia della bella stagione che ci lasciamo alle spalle.

Le tartine di mozzarella e fichi sono un antipasto/contorno ideale per un pranzetto veloce e gustoso che ricorda ancora l’estate.

Ingredienti

  • 1 mozzarella di bufala bio (250gr)
  • 1 kg di fichi biologici
  • 3 etti di prosciutto crudo biologico

 

Tagliate la mozzarella a striscie un pò spesse con stampini circolari o con forma che più vi piace, fate lo stesso coi fichi.

 Disponete nel piatto dell’insalata come letto della composizione poi mettete prima la mozzarella poi un ritaglio di prosciutto e a seguire il fico, chiudendo tutto con uno stuzzicadenti per evitare che gli strati si separino. Se volete potete versare un filino d’olio extravergine d’oliva biologico e una spruzzatina di pepe.

Il vostro piatto è così pronto per essere servito. Buon appetito!

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DOLCE AI FICHI

6 settembre 2010

Dolcetto ai fichi

Proprio per la sua dolce sciogllievolezza a contatto col palato si dice che il fico sia un alimento altamente afrodisiaco.

Questo dolce è quindi particolarmente indicato per una cenetta a due, magari a lume di candela.

Ingredienti

  • 1 confezione di pasta briseé pronta per l’uso
  • 350 gr di fichi
  • 2 fettine di foie gras
  • 1 cucchiaio di miele
  • 1 pizzico di cannella
  • 2 stampi da tartine individuali

Lavate e tagliate i fichi in quarti. In una padella antiaderente fateli poi saltare col miele per circa 1 minuto e spolverizzateli con un pizzico abbondante di cannella.

Imburrate i 2 stampini e ricoprite il loro fondo con i fichi ( la polpa rivolta verso il basso), sormontateli con la fetta di foie gras ed infine con la pasta briseé che deve ricoprire bene il tutto. Premetela bene in modo che aderisca perfettamente sui bordi dello stampo.

Fate cuocere per circa 15/20 minuti in forno caldo a 200° fino a quando la pasta risulterà ben cotta. Fatela raffreddare per qualche minuto e sformatela. Buon appetito!

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SETTEMBRE DA I SUOI FICHI

6 settembre 2010

SETTEMBRE DA I SUOI FICHI

di Ilaria Pella

Il frutto tipico del mese di settembre è il fico. Pieno di gusto e soprattutto molto ricco di vitamine, ferro, potassio e fibre. Se secco è ancora più calorico di quello fresco. La pianta è originaria del medio oriente e già dall’antichità era un frutto molto gradito a greci e romani. E’ in generale molto energetico e ne esistono numerose varietà, generalmente suddivise in base al periodo di fioritura, i fichi fioroni maturano tra giugno e luglio, i fichi forniti tra agosto e settembre e i fichi tardivi ad ottobre. Le bifere producono due volte all’anno: i fichi primaticci (fioroni) che si formano in autunno per essere raccolti in primavera e i fichi veri, che si colgono in estate fino a settembre.
Queste varietà si differenziano da un lato per il periodo di maturazione e dall’altro per la colorazione della buccia, che varia da verde chiara a verde scura, fino a quasi nera.

La caratteristica più importante è la capacità di questo frutto di essere altamente calorico 74 kcal per 100 grammi e hanno un indice di sazietà medio e sono spesso usati come forti lassativi; per alcuni soggetti predisposti sono causa di allergie.

In commercio è molto diffuso il fico secco, il cui procedimento di essiccazione può avvenire in due modi: il primo prevede che il fico inizi a seccarsi ancora sull’albero, in situazioni soleggiate. Una volta colto continua l’esposizione al sole per una settimana, per poi passare alla stufa. Il secondo metodo prevede che i fichi passino prima per le stufe per poi essere esposti al sole, in modo da essere schiariti.
Il fico fresco è una buona fonte di potassio e fibre ed è molto nutriente. Il fico secco ha invece molte più proprietà in quanto le sue sostanze nutritive rimangono concentrate: è ricco di potassio, magnesio rame e ferro, contiene vitamina B6, calcio, fosforo sodio, zinco e tiamina. Il fico secco, inoltre, fornisce più calorie rispetto al fico fresco: per 100 gr fornisce 255 calorie.

Il fico se coltivato in maniera biologica mantiene intatte tutte le sue qualità e inoltre è stata riscontrata la sua capacità di essere un forte antinfiammatorio, può essere usato come impacco sugli ascessi e i gonfiori infiammati, contro i foruncoli e possiede la dote di curare infiammazioni urinarie e polmonari, stati febbrili, gastriti e coliti.

In cucina i fichi vengono usati in tante preparazioni: negli antipasti, nei primi, nei secondi, nei contorni e naturalmente nei dolci e nelle confetture. Quando usate i fichi secchi non vanno mai rinvenuti in acqua come si fa di solito per altra frutta secca, ma subito tagliati a dadini o tritati. I fichi freschi invece hanno un gusto che si abbina perfettamente ai cibi salati, sono ottimi per le confetture e, siccome sono frutti molto delicati, non si conservano a lungo in frigo. Fresco si può aggiungere alle macedonie, ai dolci, può accompagnare gli antipasti, buono con il prosciutto, il salame e vari formaggi, accompagna carne, coniglio e selvaggina e può sostituire le prugne in molte preparazioni.
Inoltre, il fico, viene usato per la preparazione di confetture e composte; delizioso il fico affogato nel porto o nel whisky.  Il fico secco invece si può consumare così com’è, oppure farcito con noci, mandorle, arancia e ricoperto con del buon cioccolato.

Durante la raccolta è necessario stare molto attenti al latte che si sprigiona, soprattutto quando il frutto non è molto maturo, poichè provoca pericolose irritazioni della pelle, sfatando il mito che sia un siero utile all’abbronzatura.

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GLI ECO-SACCHETTI

2 settembre 2010

Addio busta di plastica,

benvenuti eco-sacchetti

di Ilaria Pella

Per smaltire la classica busta di plastica l’ambiente ci mette circa 400 anni, invece le nuove buste ecologiche biodegradabili in sei mesi sono totalmente annientate.

Sono gli eco-sacchetti, così definiti dai più, a prendere negli ultimi mesi il sopravvento nei negozi e nei supermercati. Molte città, tra cui Torino hanno già imposto a livello legale l’uso di queste buste multando i disertori da 25 a 250 euro in caso di mancato utilizzo. La classica busta di plastica ormai messa a nanna ha purtroppo nel corso degli anni causato problemi ambientali davvero ingenti, basti pensare che in Italia si producono circa 200 mila tonnellate di shoppers di plastica all’anno, impiegando circa 430 mila tonnellate di petrolio, pari grosso modo al consumo di 160 mila automobili che percorrono 30 mila km all’anno.

Adesso il lavoro più grosso sta nelle mani delle grosse catene di supermercati, qualcheduna ha già deciso, altre ci stanno pensando e altre ancora temporeggiano.

I francesi di Auchan sono stati i primi a saltare l’ostacolo: dopo l’esperimento di Antegnate, Bergamo, dal 22 marzo primo market shopper-free in Italia, a partire da luglio tutti i cinquanta negozi del loro circuito italiano offriranno ai clienti la scelta fra il sacchetto in mater-bi (la pellicola biodegradabile che si ricava dal mais, dall’olio di girasole, dalla patata o dagli scarti di pomodoro) a 10 centesimi, quello di carta a 18, o i contenitori riutilizzabili di plastica o cartone a 99. Un rischio per loro che gli shopper, unici sul mercato, finora li hanno addirittura regalati, non solo: li facevano perfino imbustare dalle cassiere.

Ma la sperimentazione sembra essere stata incoraggiante: “Qualche reazione indispettita, ma la maggioranza accetta“. Anche Coop scommette sullo scrupolo di coscienza “verde” dei clienti: “Stiamo accelerando, dovremmo essere pronti ben prima della fine dell’anno“, annuncia il responsabile qualità Maurizio Zucchi; intanto lancia la nuova “collezione” di eleganti sportine alternative offerte alle casse: cinque riutilizzabili, una usa-e-getta biodegradabile.

Le altre catene della grande distribuzione sono, invece, più prudenti. Crai, Esselunga, Despar non hanno deciso cosa fare: tutte comunque offrono già alternative riciclabili o riutilizzabili allo shopper di plastica (Esselunga addirittura in 19 modelli diversi), ma stanno ancora valutando se decretare l’ostracismo definitivo di quelle tradizionali. Carrefour e Conad, invece, in assenza di obblighi precisi di legge, continueranno a lasciare al consumatore la scelta. “Noi puntiamo alle borse riutilizzabili“, assicura Giorgio Cattaneo, responsabile commerciale Carrefour, “ma cambiare abitudini consolidate non è semplice, c’è sempre una resistenza da vincere“.

Il problema effettivo sono appunto le abitudini dei clienti, se milioni di persone smettessero di chiedere gli shopper alle casse dei supermercati si potrebbe ridurre questa follia plastica già da subito, senza aspettare nemmeno un mese.

Ma le soluzioni sono infinite se davvero almeno questo problema si volesse risolvere, come hanno fatto a Roma con un’iniziativa super-ecologica lanciata dal supermercato Gs di via Tevere 17 dove i clienti, possono chiedere la consegna della spesa a domicilio con veicolo elettrico ricaricato ad energia solare prodotto da pannelli fotovoltaici. L’iniziativa è riportata anche sulla pagina su Facebook dedicata al supermercato. Basta un pò di buona volontà!

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Bioenergetic Landscape

1 settembre 2010

Bioenergetic Landscape:

i giardini del benessere

A Castello Quistini in provincia di Brescia da Settembre a Novembre  un bagno di energia tra collezioni di rose e ortensie

Il Bioenergetic Landscape è una nuova tecnica di realizzazione di parchi e giardini e rappresenta il concreto risultato di specifiche ed approfondite ricerche sull’interazione energetica esistente tra gli esseri viventi e l’ambiente. Questa tecnica innovativa consente di usufruire delle proprietà benefiche di selezionate piante ed alberi anche a distanza di decine di metri da esse, perchè collocate a dimora in specifiche posizioni e scelte proprio in base alla loro capacità di influire positivamente sull’organismo umano.

Un “giardino bioenergetico” creato applicando questo metodo offre quindi il rilassante piacere di una sosta in un luogo verde, bello ed armonico, arricchendolo inoltre di una benefica e stimolante carica vitale perchè realizzato secondo regole che potenziano le naturali emissioni bioenergetiche delle piante selezionate.

Se siete curiosi e questa tecnica vi affascina, a Castello Quistini a Rovato, in provincia di Brescia, è stato realizzato uno dei primi giardini bioenergetici dall’architetto Eco-designer Marco Nieri, e dalla prima Domenica di Settembre fino a fine Ottobre potrete approfondire l’argomento visitando il castello, il suo giardino bioenergetico e il suo magnifico giardino botanico, che aprirà al pubblico dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,00 per far conoscere i suoi magnifici giardini e le sue bellezze.

Il oltre 10.000 metri quadrati di verde potrete anche ammirare oltre 1500 varietà di rose, il giardino segreto delle ortensie e il giardino dei frutti antichi, con diverse varietà di piante da frutto ormai non più utilizzate come il biricoccolo, incrocio naturale tra un susino e un albicocco, che presenta caratteristiche di entrambe le piante.

Novità 2010 è l’Hortus, con una splendida collezione delle più affascinanti varietà di piante aromatiche, per un percorso olfattivo alla ricerche di essenze uniche come l’Elicrisio, dall’intenso aroma con note di liquerizia. Sfogliando il fogliame con le mani, a lungo rimane sulla pelle il suo buonissimo profumo. Ma tra le decine di varietà, in un percorso olfattivo unico potrete assaporare anche profumi di Melissa, le cui foglie emanano un delicato ma intenso profumo di limone e di Artemisia (Assenzio aromatico).

Nel periodo autunnale, nello splendido giardino di rose del palazzo, si potrà inoltre assistere alla rifioritura di bellissime varietà come la Cocorico, dai colori molto vivaci o la clair matin, rampicante dal fogliame fitto verde scuro da cui nascono grappoli di piccoli fiori rosa chiaro tendenti al salmone.

Tra le rose antiche, definite così quelle riconosciute prima del 1867, non si può non citare F.J Grootendorst, rosa che ben si adatta ad ogni tipo di terreno e porta fiori che sembrano piccoli garofani. E tra le rose più particolari della famiglia delle rose cinesi si segnala Chinensis Viridiflora, rosa a cespuglio tra le più discusse, dall’insolito fiore verde; con il tempo il verde assume sfumature rossastre.

Il biglietto intero è di 8,00 € e prevede una mappa dei giardini e delle varietà botaniche. Alle ore 16,00 è invece prevista una visita guidata intitolata “Tra Rose, Storia e Leggenda”, percorso botanico e storico al palazzo realizzato da Marco Mazza, proprietario del palazzo e progettista di magnifici giardini.

Non resta quindi che programmare una visita al parco per sperimentare una nuova dimensione del concetto di Benessere e per immergersi tra odori e profumi delle regine dei fiori.

Per info:

Giardino Botanico di Castello Quistini
Via Sopramura 3A
25038 Rovato (Brescia)
www.castelloquistini.com
www.rosae.org

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SANA 2010

31 agosto 2010

Arriva a Bologna il 9 settembre il 22°salone internazionale del naturale.

I temi di quest’anno saranno legati all’area di libero scambio prevista nel 2011. Sono anche attese delle delegazioni di buyers dai paesi del bacino mediterraneo, dagli Usa e dall’America del Sud.

Sana ritorna a settembre sottolineando l’internazionalità dell’evento con particolare attenzione al Mediterraneo,verso l’apertura dell’area di libero scambio, ormai imminente. L’eliminazione di quote e dazi vedrà una circolazione veloce di merci e servizi, aprirà opportunità interessanti ponendo l’attenzione anche sui nodi da sciogliere e le questioni da risolvere. Se ne parlerà nel convegno in programma venerdì 10 mentre una delegazione di buyers provenienti dai paesi di quest’area sarà al lavoro per quattro giorni in fiera. Inoltre, grazie alla rinnovata intesa operativa tra il Ministero dello sviluppo economico, FederBio e ICE per il sostegno all’internazionalizzazione del Biologico italiano, è in programma la visita di buyers dagli Usa e dall’America del Sud.

Il bio esce di casa è il tema del “cuore mostra” e il titolo del convegno che presenterà agli operatori e alle organizzazioni professionali la normativa relativa alla somministrazione degli alimenti biologici (pronta prima dell’estate) nei ristoranti, bar, tavole calde etc. Oggi il numero di pasti fuori casa è ingente, soprattutto nelle grandi città dove si concentra la maggior parte dei consumatori biologici o, comunque, di chi ne possiede le caratteristiche socio-economiche. L’opportunità di proporre menu biologici consente quindi alla ristorazione commerciale di diversificare l’offerta e di soddisfare un segmento crescente di consumatori.

Nel quadriportico, cuore della manifestazione, verrà allestita un’area dimostrativa di ristorazione bio: un bio-bar con la funzione di “ristorazione veloce”, un bio-ristorante e uno spazio incontri/workshop.

Nella grande vetrina dell’area Salute e Benessere le erbe officinali sono protagoniste di un benessere nuovo. Rimedi naturali, integratori, prodotti di bellezza conoscono un momento di grande popolarità. E’ un mercato che sta crescendo, che si sta dando nuove regole e che mette al centro la qualità.

Convegni e workshop approfondiranno alcune questioni cruciali oggi sul tappeto: i costi della non qualità nella filiera erboristica, i rimedi vegetali in zootecnia, il mercato dei cosmetici naturali e biologici, la regolamentazione dell’impiego delle piante officinali, l’erborista come nuova figura professionale in Europa.

Dopo il successo della passata edizione torna Spazio Officinale, un’area rigorosamente riservata agli operatori, dove le trattative commerciali saranno integrate da momenti di studio e approfondimento.

SanaKids, alla terza edizione, è lo sguardo di Sana al futuro. E’ il mondo dalla parte dei bambini. Prodotti e progetti racconteranno l’impegno verso l’infanzia e l’attenzione verso l’ambiente. Storie sane, naturali, bio, eco e sostenibili. Lo spazio, curato da Lucy Salamanca, disegnerà scenari di esperienza e scoperta. Un viaggio fra Alimentazione, Benessere e Abitare in un mondo a misura dei piccoli.

Il Settore Abitare proporrà mobili, oggetti e soluzioni frutto della ricerca messa in campo dall’eco-design lungo tutto il ciclo di vita del prodotto: scelta dei materiali, ottimizzazione della produzione e della distribuzione, riduzione del consumo energetico e semplificazione dei processi di smaltimento. In particolare l’installazione “Casa Verde” mostrerà una serie di oggetti legati alla vita di tutti i giorni realizzati con materiali riciclati o utilizzando energie rinnovabili. Tra questi: uno zaino con pannello solare incorporato per ricaricare l’MP3, un ventilatore da tavolo a energia solare, una lampada fatta con foglie di palma, un tappeto di lana riciclata, poltroncine e sedute di vario tipo realizzate con jeans riciclati e camere d’aria; cinture fatte con pneumatici da riciclo, sedie, sgabelli, poltrone e tavoli in cartone riciclato etc.

Si mantiene viva anche quest’anno l’attenzione verso la comunicazione. Dopo il convegno dello scorso anno, novità di questa edizione è il Premio giornalistico  “Comunicare Bio”. Saranno premiati gli autori di articoli e servizi dedicati all’agricoltura biologica, al suo progetto che propone lo stretto legame fra alimentazione, salute e ambiente e al nuovo approccio ai consumi di cui è portavoce.

Con Sana Off il buon vivere fa in suo ingresso ufficiale in città e coinvolge bar, ristoranti, erboristerie, librerie. Una rassegna di eventi è in programma al Pratello, una storica strada di Bologna con mostre e laboratori dedicati ai temi di una vita al naturale.

Sarà l’occasione per gustare i piatti della cucina bio, per scoprire le eccellenze alimentari del territorio, per imparare a prendersi cura di sé.

Per quest’anno è previsto un allestimento essenziale, realizzato con cartone e carta riciclati, pallet ottenuto da legno certificato, senza sostanze tossiche, e illuminato con lampadine a basso consumo: è il SanaKids, lo spazio del SANA dedicato ai bambini, nato dall’idea dell’architetto Lucy Salamanca.

All’interno della struttura c’è un grande orto-giardino su ruote, o orto mobile, all’insegna della creatività e dell’innovazione sostenibile: un’iniziativa che mette al centro dell’attenzione il bambino, con le sue esigenze e le sue curiosità, all’interno di uno spazio creato attorno a lui e ai suoi bisogni, per educarlo al prodotto e alle materie prime.

Abbiamo deciso di creare un nuovo approccio al prodotto, attraverso le contaminazioni della sfera pubblica e di quella privata – ha commentato l’architetto Salamancaper rendere il bambino consapevole di quello che tocca e consuma”.
Grazie all’allestimento che attraversa vari temi – dall’educazione al gioco, dall’alimentazione al benessere – il bambino riesce a prendere confidenza con merci, prodotti e ingredienti, proprio grazie alla trasversalità dell’ambiente in cui è stato realizzato l’allestimento.

Un’occasione per far conoscere ai bambini concetti come la biodegradabilità degli oggetti, il compostaggio, ma anche i processi di crescita delle piante – dal momento dalla semina al confezionamento – la qualità dei prodotti e la cultura alimentare.

In futuro – ha continuato Salamanca – potremo far evolvere questo progetto e migliorarlo, ma sempre a misura di bambino. Vorremmo infatti portare avanti il progetto di sensibilizzazione dei più piccoli verso la scelta dei prodotti, ma anche dei genitori, in modo che tutto avvenga in modo consapevole e responsabile. Così anche le aziende possono rendersi conto dell’importanza dell’esperienza dei più piccoli e della coscienza del consumatore adulto”.

Fonte e informazioni: www.sana.it


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I PRODOTTI BIOLOGICI

9 agosto 2010

I prodotti biologici

di Ilaria Pella

 

Per prodotti biologici si intendono tutti quei prodotti derivati da agricoltura biologica, ovvero nascono per rispondere all’esigenza di essere in armonia con la natura, con un particolare riguardo alla salute e al tempo stesso riscoprire il gusto di mangiar bene.

Questi prodotti che derivano da un’agricoltura rigida e controllata sono ottenuti senza l’uso di alcuna sostanza chimica di sintesi e nel pieno rispetto dell’ambiente.

Le tecniche di coltivazione di questo tipo di agricoltura rispettano gli equilibri ecologici naturali, come ad esempio, la difesa dagli insetti dannosi alle colture che viene effettuata con la lotta integrata di insetti e sostanze di origine minerale e vegetale, ma anche la fertilità del terreno è mantenuta e potenziata con concimi naturali e pratiche agronomiche corrette. Il metodo di crescita e coltivazione prevede inoltre l’uso di risorse rinnovabili, come il recupero ed il riciclo. Inoltre si usano pratiche come la lavorazione per migliorare la struttura del terreno, l’introduzione di siepi e alberature contro il vento, le rotazioni, l’avvicendamento delle colture e il compostaggio dei prodotti di scarto; tutte queste tecniche permettono di mantenere un equilibrio biologico costante sia per quanto riguarda il suolo che la microfauna.

A tutt’oggi esiste una normativa europea che regola le colture biologiche in tutti i loro aspetti obbligando al non utilizzo di sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere) e ammettendo solo concimi organici e soprattutto non utilizzando mai i coloranti nella produzione di alimenti trasformati.

Anche per l’allevamento del bestiame le normative impongono una serie di metodi da seguire come far pascolare in spazi aperti e limitando la densità dei capi allevati.

I prodotti biologicamente coltivati derivano da una produzione più pulita che attraverso la cura e l’interesse per l’ambiente impedisce le contaminazioni dei pesticidi e delle sostanze chimiche. Recuperare la biodiversità, preservando l’integrità del territorio in tutti i suoi aspetti paesaggistici, questo è l’obiettivo dell’agricoltura biologica, una strada ardua che ormai però è indispensabile per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente.

Le differenze tra i prodotti biologici e quelli convenzionali sono moltissime, innanzitutto la qualità, ma anche il gusto e la sicurezza di mangiare un prodotto che conserva tutte le sue elevate proprietà nutritive, le vitamine e i sali minerali.

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L’ALTRA SPESA

16 luglio 2010

“L’altra spesa”, un libro sui Gas


“L’altra spesa – Consumare come il mercato non vorrebbe”
di Michele Bernelli e Giancarlo Marini
Edizioni Ambiente
collana: Tascabili dell’Ambiente

Si può cambiare il mondo facendo la spesa? Migliaia di famiglie ogni giorno scelgono di consumare in modo diverso, attento all’ambiente, all’uomo e ai suoi diritti. Comprano insieme, direttamente in azienda. Sostengono i piccoli produttori, riducono gli imballi, adottano il chilometro zero.
L’altra spesa racconta le pratiche, i valori, le sfide dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS). Un fenomeno italiano, che sovverte le leggi classiche dell’economia di mercato, racconta storie di persone che hanno creato GAS o che vi aderiscono, illustra le esperienze straniere e analizza rischi e prospettive di sviluppo di un settore che, oltre al cibo, inizia a far sentire la sua presenza anche in ambiti come quelli della telefonia e delle energie alternative.

Istruzioni per la rivoluzione pacifica e sostenibile
Perché acquistare cibo proveniente da coltura intensiva che contiene sostanze dannose alla salute e sono meno gustose? Perché comprare frutta fuori stagione proveniente dal Sud America che per ogni chilo brucia 7,1 kg di petrolio e ne libera 22 di CO2? Perché scegliere i prodotti di aziende che non rispettano i diritti del lavoratori e dell’ambiente? Sono alcune delle domande che hanno dato origine al consumo critico un mondo costituito da realtà molto diverse, come il commercio equo e solidale, le associazioni contro la criminalità organizzata, i mercati biologici urbani o i Gruppi di acquisto solidale. Ad unirli è la consapevolezza che, per dirla con le parole del missionario comboniano Alex Zanotelli, “quando compri, voti”. Perché, spiega il religioso, “i consumatori esprimono un voto per ogni prodotto che scelgono e segnalano alle imprese i comportamenti che approvano e quelli che condannano”.

Il “movimento” dei Gruppi di acquisto solidale
A fornire una panoramica delle metodologie alternative di acquisto è “L’altra spesa”, libro che si focalizza prevalentemente sui Gruppi d’acquisto solidale (Gas), senza dimenticare le altre realtà del consumo critico con le quali gli stessi Gas si relazionano. Con saggezza gli autori, che sono loro stessi dei “gasisti”, evitano di dare una definizione rigida dei Gas, realtà molto eterogenea, preferendo illustrare le ragioni che li muovono, i principi sui quali si fondano e le “regole” non scritte che li caratterizzano. Un racconto che vi accompagna dalle origini del movimento incentrato sull’acquisto collettivo di cibo biologico e sulla difesa dell’agricoltura sostenibile ai successivi sviluppi. Dalla realizzazione dell’intera filiera bio della produzione del pane promossa da 25 Gas della Brianza ai progetti che allargano i propri orizzonti alle attività “no food”. Iniziative che hanno portato alla creazione di aziende che offrono cosmetici e detersivi sostenibili, servizi internet e telefonici no profit, abbigliamento etico e ecologico e altro soluzioni che consentono agli utenti di avere prodotti di qualità e di contribuire attivamente per un’economia che si basa su etica, ambiente e solidarietà. Aspetto, quest’ultimo, di grande rilievo ai quali gli autori dedicano una sezione specifica.

Il mondo “critico” e “tradizionale” a confronto
A completare il quadro sono i racconti dei protagonisti del movimento dei Gas, gli approfondimenti su tematiche specifiche, le interviste ad esperti e alcune “rubriche” molto interessanti. Se “Dieci mosse per fare un Gas” e “Dieci punti di domanda” sono delle simpatiche trovate per chiarire molti aspetti della pratica del consumo critico, è decisamente geniale il capitolo conclusivo, “Sinossi storica”. Si tratta di undici pagine che mettono in parallelo gli eventi essenziali che hanno caratterizzato la vita politica italiana e nel mondo dal 1992 al 2009 con le iniziative intraprese nello stesso periodo dal consumo critico e l’area Gas. Un raffronto che evidenzia l’esistenza di due concezioni del mondo contrapposte con quello del consumo alternativo che sta conquistando sempre più adepti ed erodendo dalle radici i valori dell’economia tradizionale ponendo le basi per un modello più equo e sostenibile.

Attento al dibattito interno, meno al mondo esterno
La scelta di Bernelli e Marini di dare ampio spazio al dibattito interno ai Gas e di estendere l’analisi alle altre aree del consumo critico è nel contempo il pregio e il limite del volume. Pregio perché consente di comprendere le diverse anime dei Gas e offre una visione completa di quello che spesso è definito “un altro mondo possibile”, alternativo a quello della grande distribuzione con i suoi effetti collaterali su società e ambiente. Un valore reso più consistente dalla profonda conoscenza del settore degli autori e dallo stile leggero della narrazione. Il limite è quello di rubare spazio a concetti ben noti a chi aderisce al consumo critico, ma meno alla maggioranza della popolazione. Ad esempio, l’importanza di effettuare un’altra spesa è rimarcata, ma potrebbe essere supportata da dati statistici e studi che rivelino la tossicità e le alterazioni al territorio apportati da colture con pesticidi e diserbanti chimici. E se sul cibo sono forniti elementi che possono illuminare le menti, mancano quasi del tutto le ragioni per indurci a cambiare abbigliamento per prevenire i danni ambientali e sanitari generati dall’industria tessile o passare a un fornitore energetico che si affida alle rinnovabili per la produzione della corrente. Una mancanza che non compromette la validità generale del volume, nel quale si trovano numerosi elementi per intraprendere una rivoluzione pacifica e sostenibile dal basso.

Gli autori
- Michele Bernelli, nato a Milano nel 1959, è giornalista professionista dal 1981. È stato coeditore di una rivista specializzata di erboristeria (Erboristeria Domani) e svolge attività free lance sui temi della salute naturale e dell’alimentazione biologica. Nel 2004, con Giancarlo Marini, ha dato vita al GASd’8, ed è socio fondatore di GAS Energia.
- Giancarlo Marini, nato a Milano nel 1954, è giornalista professionista dal 1985. Ha lavorato a Il Giorno, la Repubblica, l’Unità, collabora da free lance sui temi del consumo e dell’ambiente. E’ stato coordinatore della rete Lilliput di Milano e con Michele Bernelli ha dato vita nel 2004 al Gasd’8, gruppo di acquisto solidale del QT8 di Milano.

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IL BIOCAMPING

16 luglio 2010

LE NUOVE VACANZE ECOSOLIDALI

NEI BIOCAMPEGGI


di Ilaria Pella

Da sempre i campeggi sono sinonimo di una vacanza tutta al naturale, una vacanza non convenzionale, ma comunque sempre interessante. Sono moltissime le proposte per gli affezionati a questo genere di turismo, dal campeggio tradizionale nelle tende a quello più confortevole dei bungalow e delle casette prefabbricate anche tutte accessoriate, addirittura con piccole piscine.

Sono soluzioni ottimali sia per chi viaggia in coppia o con amici che per chi decide di far vivere un’esperienza unica alla propria famiglia. Questo tipo di vacanza è particolarmente indicato per chi volesse instaurare un rapporto unico con la natura, immergendosi completamente in essa e usufruendo del suo confort e del suo benessere.

Ultima frontiera del turismo, sono i biocampeggi, ovvero quei campeggi dove tutte le abitudini di vita sono ecosolidali. Dal ristorante al minimarket si trovano prodotti naturali e biologici; è anche possibile fare visita direttamente all’orto del campeggio.

Sono parecchie le caratteristiche dei biocampeggi che li differenziano nettamente da quelli tradizionali, come l’esclusivo utilizzo di lampade a basso consumo, totale assenza di insegne luminose, la raccolta differenziata dei rifiuti, i riduttori di flusso dell’acqua, l’uso di detergenti e prodotti di pulizia con il grado massimo di biodegradabilità, la cura delle aree verdi senza utilizzo di pesticidi e diserbanti, la carta igienica e le salviette biodegradabili, e molte altre.

Questi luoghi sono particolarmente incati per i più piccoli che possono divertirsi durante la vacanza e al tempo stesso imparare e conoscere da dove derivano e come nascono e crescono i prodotti che poi mangiamo, come vengono lavorati per avere l’aspetto che assumono sulle nostre tavole. I bio campeggi hanno infatti il pensiero costante ai bambini, insegnano loro il senso della natura, delle risorse, della convivenza con gli altri, le altre generazioni, soprattutto, organizzano dei laboratori creativi. Tutto questo percorso dedicato ai più piccoli ha lo scopo di stimolare alla consapevolezza generando una sensibilità superiore nei confronti dell’ambiente e del prossimo.

I biocampeggi non offrono soltanto dei cibi genuini e controllati biologicamente, ma anche lo spunto per uno stile di vita sano a stretto contatto con la natura. L’orto biologico è il fondamento dell’idea di biosostenibilità di una vacanza di questo genere, ma sono aspetti importanti anche la compostiera per i materiali organici e la raccolta differenziata di ogni scarto. Tutto è ecologico dal detergente al fertilizzante.

Si possono praticare tutti gli sport, come la passeggiata per sentieri naturali, a piedi o in bici, ma anche escursioni appassionanti e inoltre tutte quelle attività che sono legate al benessere, come  convegni, seminari e spettacoli sull’agomento.

L’armonia della natura e la sintonia del campeggio con essa sono il panorama più indicato per allontanarsi dallo stress quotidiano, per sviluppare e favorire un tipo di turismo più consapevole dando un valore aggiunto alle proprie ferie.

Una vacanza eco solidale aiuta la persona ad entrare in un contesto di sostenibilità ambientale che porta ad un controllo consapevole nell’utilizzo delle risorse (acqua, luce etcc) anche nella vita di tutti i giorni.

Un ultimo aspetto importante dei biocampeggi è l’attenzione al silenzio, una grande risorsa che la natura ci offre, ma che quotidianamente è soffocata dal caos cittadino, questo è fondamentale affinchè la vacanza sia completamente biostimolante.

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CREMA DI RICOTTA E LIMONE BIO

14 luglio 2010

Crema di ricotta

e limone bio


Un dessert rinfrescante e dolce perfetto per una cena estiva ma anche come merenda nei pomeriggi troppo caldi.

Ingredienti:

  • ½ kg di ricotta freschissima biologica;
  • 3 limoni biologici (solo scorza);
  • 200ml di panna biologica;
  • 5 prugne gialle biologiche;
  • menta biologica;
  • zucchero.

Lavorare la ricotta fresca con un cucchiaio scarso di zucchero, un po’ di limone grattugiato e un po’ di panna e metterla in una coppa.

Aggiungere scaglie di buccia di limone precedentemente messe in infusione nell’acqua con zucchero e decorare con due mezze prugne gialle (o altro frutto giallo) e una fogliolina di menta. Servire molto freddo.

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ZERRI O BOGHE ALLE CIPOLLE

14 luglio 2010

Zerri o boghe alle cipolle

Un secondo di pesce leggero ma allo stesso tempo molto gustoso e saporito.

Ingredienti:

  • 1Kg di zerri o boghe freschissimi;
  • 3 cipolle da coltivazione biologica;
  • 5 cuchiai olio di oliva extravergine biologico;
  • 2 cuchiai di aceto biologico;
  • farina biologica e/o semola di grano duro biologica;
  • peperoncino biologico;
  • 1 mazzo di prezemolo biologico.

Squamare, sviscerare e lavare accuratamente i pesci e poi asciugarli con un telo. Infarinare, meglio se con semola di grano duro, friggere e poi asciugare.

A parte far andare quattro o cinque grosse cipolle con olio di oliva, quando sono oltre metà cottura aggiungere dell’aceto e completare la cottura a fiamma bassa facendo evaporare quest’ultimo. Unire un peperoncino

Preparare in un piatto di portata un letto utilizzando metà delle cipolle, adagiarvi i pesci e ricoprire con le restanti cipolle. Decorare il tutto con un po’ di prezzemolo tritato.

Servire caldo o anche freddo con contorno di insalata verde.

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SPAGHETTI BOTTARGA E RUCOLA

14 luglio 2010

Spaghetti con bottarga

e rucola biologica


Un piatto fresco a base di pesce pronto in pochissimi minuti.

Ingredienti:

  • 300 gr di spaghetti;
  • 50 gr di bottarga gratuggiata;
  • 200gr di rucola fresca e biologica

Mettere a dorare in una padella olio extravergine di oliva e parecchi spicchi di aglio, leggermente pestato solo col palmo della mano, una volta dorato rimuoverlo dal soffritto.

Preparare a parte una ciotola con una discreta quantità rucola, ovviamente biologica, tagliuzzata con le mani senza l’uso del coltello e due foglie di basilico, biologico anch’esso.

Cuocere gli spaghetti, scolare quando sono ancora al dente, condirli con l’olio e poi aggiungere la rucola e un po’ di bottarga grattugiata facendo saltare il tutto velocemente per 3 minuti tempo. Servire nei piatti e aggiungere ancora un po’ di bottarga per decorare.

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EAST FORUM ROMA 2010

11 luglio 2010

EAST FORUM:

La sostenibilità per un futuro migliore

di Ilaria Pella

 

All’EAST FORUM l’8 luglio 2010 nelle sedi dell’università LUISS di Roma si è discusso di sostenibilità, ma in particolar modo di uno sviluppo sostenibile e del bisogno del nostro paese, ma non solo, di un’urgente definizione di un nuovo modello di società che si basi su di esso. Sin dal primo East forum del 2008 sono stati affrontati temi come l’energia, l’immigrazione e il sostegno con la cooperazione della associazione Luiss Sostenibile, costituita da giovani studenti impegnati in questo campo.

Tutto l’evento è stato realizzato con il sistema Ecoluce, ovvero un sistema di alimentazione pulito e a ridottissimo impatto ambientale, i sistemi di diffusione del suono erano a basso consumo energetico e il buffet servito in giardino per gli ospiti è stato realizzato con prodotti a Km0, inoltre tutto il materiale stampato era in carta ecologica FSC. I trasferimenti sono stati fatti con minivan elettrici e l’intera struttura partecipava al principio Azzero Co2, ovvero le emissioni di Co2 venivano compensate dall’acquisto di crediti di emissione sul mercato volontario per supportare il progetto USA “Bigas da discarica a Chicago”.

Il salotto del forum, organizzato dalla Banca UniCredit e presentato dalla giornalista di La7 Myrta Merlino, ha ospitato personalità nazionali e internazionali che hanno discusso e dibattuto riflettendo sul nuovo panorama mondiale in cui gli obiettivi legati alla sostenibilità sono diventati ormai una moda ma la realizzabilità degli stessi risulta sempre troppo lontana. Questo argomento è stato centrale al dibattito durante tutta la giornata, ha fatto emergere quanto i tempi si siano ormai allungati troppo, e come non sia più modo di discutere di futuro nel quale dover agire perché il futuro è già oggi, il presente è già in ritardo. Ne è un emblema la strage della British Petroleum nel golfo del Messico, danno ambientale evitabilissimo se tutto fosse stato più sostenibile.

Giuseppe Scognamiglio, responsabile Affari Istituzionali e Internazionali della Unicredit Group, ha spiegato che l’evento aveva come piattaforma la rivista East che si occupa di integrazione europea, proprio quella integrazione che lui definisce come un faro, e ha precisato che certi risultati e certe soluzioni possono ottenersi solo con la collaborazione di un’Europa più unita.

Per sostenibilità, come spiega il Presidente dell’Observatoire Français des Conjonctures Economiques, Jean Paul Fitussi, si intende sia la preoccupazione personale per il futuro dei propri figli, sia la volontà di lasciare al futuro i mezzi di cui la attuale generazione gode.

L’intenzione primaria della sostenibilità è infatti quella di lasciare un capitale almeno uguale a quello di cui oggi gli adulti stanno usufruendo. Questo capitale deve produrre le stesse possibilità di crescita che ci sono oggi e ha tre dimensioni, economica, naturale e umana.

La prima dimensione, quella economica, ultimamente è amplificata dal problema della crisi, dovuta principalmente al fatto che non è stata presa in considerazione la sostenibilità negli anni precedenti e ora bisogna far fronte ad una crisi che non ci permette di rimediare ai precedenti danni.

Per quanto riguarda la dimensione umana e sociale dei paesi europei il problema è relativo alle politiche non cooperative presenti in un contesto in cui la crisi è globale; non collaborare è assolutamente contro la sostenibilità.

Ultima dimensione, la più significativa, è quella ambientale dovuta al fatto che la crisi e il reddito impediscono alla collettività di investire nell’ambiente e nell’ecologia. Una parte della popolazione è automaticamente esclusa dalla possibilità di crescita date della natura poiché chi fa fatica a vivere non è minimamente interessato alle politiche ambientali.

Da tutta la serie di interventi interessantissimi dei partecipanti e ospiti del forum è emerso che oggi il presente pesa troppo quindi invece che investire verso la sostenibilità non facciamo altro che rimediare ai guai creati in passato. Questa non è la soluzione!

Tra le soluzioni invece troviamo la possibilità di prendere sul serio la misura della sostenibilità, attraverso l’individuazione di punti e scopi reali e più soddisfacenti di quelli attuali, il tutto in una visione globale perché non si possono risolvere problemi di questa entità con una semplicistica visione parziale.

 

 

eventi bio

LA BIO VACANZA CON FIDO

7 luglio 2010

La bio vacanza con Fido

di Ilaria Pella

Hotel, campeggi e ristoranti ormai si sono adeguati ai bisogni del cliente, tra cui quello di poter fare una bella vacanza in compagnia del proprio animale domestico. Ormai sono migliaia i posti dove potere alloggiare con l’amico a quattro zampe. Il 30% dei vacanzieri ormai possiede un animale e quasi tutti si rifiutano di lasicarlo a casa durante le ferie; molti scelgono come destinazione il mare perchè è più accessibile agli animali e perchè le molte strutture marittime sono ormai consolidate per questo tipo di evenienza.

La difficoltà maggiore, quando si va in vacanza con l’amico a quattro zampe, è appunto trovare una struttura pet friendly, che prima di tutto accetti e poi offra servizi dedicati agli animali domestici. Eppure qualcosa si sta muovendo, se negli ultimi tre anni sono aumentati del 60% gli alberghi e agriturismi che si dichiarano pronti ad accogliere cani, gatti & co. C’è poi chi sceglie il campeggio, l’albergo, i villaggi vacanze o il bed & breakfast.

E’ quindi sempre più ricorrente l’interesse verso un tipo di vacanza a stretto contatto con la natura, una vacanza eco-friendly e quindi sostenibile, per distaccarsi nettamente dal caos delle metropoli, seguendo il ritmo solenne delle stagioni. Farsi accompagnare in questo percorso turistico dal proprio animale a quattro zampe è desiderio dei più. Per questo anche molte strutture come agriturismi o fattorie biologiche si stanno avvicinando ai bisogni dei propri visitatori studiando e realizzando delle soluzioni adatte a far trascorrere una vacanza bio per entrambi.

Sono molti i siti di agriturismi, campeggi e hotel biologici specifici per viaggiatori con quadrupedi al seguito, e sono anche sempre più numerose le proposte di viaggi anche con percorsi naturalistici da vivere insieme.

Per esempio un paio di chilometri dal paesino di Petrelle, nel Comune di Città di Castello, provincia di Perugia, troviamo l’Agriturismo Il Cucciolo, che offre un servizio di ospitalità unico in Italia ai turisti che viaggiano con il proprio cane. Il turista può richiedere un servizio di dog-sitting , di addestramento, o di assistenza generale al proprio animale domestico.

Insomma le soluzioni ormai sono molteplici e in ogni caso è sempre meglio, se si possiede un animale domestico, farsi accompagnare da questo, anche perchè alcune ricerche,  come quella dei ricercatori dell’Università di Swansea, nel Galles, hanno dimostrato che lo stress e l’ansia per gli animali lasciati a languire in città e quindi in solitudine inducono il padrone a apprensivi pensieri e conseguente aumento della pressione sanguigna danneggiando il sistema immunitario, insomma un dispiacere che fa quasi ammalare.

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Una veste bio per la Festa dell’Unità di Roma

7 luglio 2010

Una veste bio per la Festa dell’Unità di Roma

di Ilaria Pella

E’ in corso a Roma, presso le Terme di Caracalla la fiera evento che dal 2008 anima le serate estive della capitale, la Festa dell’Unità o Democratic Party, come si preferisce chiamarla. E’ uno spazio molto vasto che per oltre un mese, fino al 25 luglio, ospiterà 50 stand commerciali, 16 punti ristoro, oltre 70 dibattiti e una media, dati dello scorso anno, di oltre 800mila visitatori. Un cartellone di eventi ricco di ospiti, concerti, cabaret, dibattiti, manifestazioni culturali, eventi letterari nello Spazio Rinascita, ma anche un maxischermo per guardare film sotto le stelle e le partite dei Mondiali di Calcio 2010.

Per quanto riguarda le tendenze di quest’anno possiamo notare l’interesse verso i prodotti biologici, i cibi in particolare. Infatti alla Festa dell’Unità è possibile anche cenare presso i punti ristoro tra i quali spiccano soprattutto quelli che producono cibi biologici, dove si può fare un gustosissimo pasto di alimenti coltivati in maniera bio.

Tra i vari stand potrete notare come i tavoli di Agricoltura Nuova, un’azienda biologica tra le più attive nel panorama laziale, sono ogni sera i più affollati. Questa tendenza sembra rispecchiare perfettamente una linea di vita sempre più diffusa: molti scelgono di “mangiare biologico” ritenendola un’alimentazione più sana poichè i prodotti biologici sono quelli che, “dal campo alla tavola“, non vengono mai a contatto con pesticidi e additivi chimici nocivi all’uomo e all’ambiente e, grazie al metodo totalmente naturale con il quale vengono coltivati e trasformati, mantengono inalterato l’equilibrio di sali minerali, vitamine e proteine, gli elementi nutrizionali essenziali. Nei prodotti biologici non sono ammessi conservanti e coloranti ma soltanto additivi di sicura origine naturale.

Sempre tra gli espositori biologici potrete trovare i gelati bio di produzione di Carrasale, un’azienda laziale che da vent’anni si occupa di creare dei prodotti biologici certificati di primissima qualità nel rispetto dell’ambiente, trasformati e ottenuti con materie prime naturali senza, dunque, ricorrere ad alcun tipo di conservanti. I gelati sono, infatti, creati in maniera artigianale e naturale, senza alcuna traccia di conservanti, e la feschezza dei prodotti è garantita dalla loro rintracciabilità, dai campi fino al banco frigo.

Molto interessante dunque avvicinarsi ai prodotti biologici durante una passeggiata nella splendida cornice romana delle Terme di Caracalla, così che la bellezza della cultura possa incontrare la naturalzza dei cibi da gustare.

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TUTTO BIO 2010: L’ABC DEL BIOLOGICO

6 luglio 2010

Come e perchè biologico in Italia ce lo spiega Tutto Bio 2010

Quasi ottomila operatori del biologico censiti in tutt’Italia: dalle aziende con vendita diretta agli agriturismi, ai mercatini della biodiversita’, ai gruppi d’acquisto, fino ai negozi, i supermercati, le mense scolastiche, le associazioni, le fiere, i libri e i periodici ‘dedicati’. Questo ed altro su “Tutto Bio 2010″, l’Annuario del biologico, giunto alla sua sedicesima edizione, e disponibile nelle Librerie Feltrinelli, Coop, MelBookstore, nei negozi di alimenti biologici, sulle principali librerie on-line e sul sito www.biobak.it sezione Bookshop oppure richiedibile direttamente all’editore Egaf Edizioni.
La guida (328 pagine, 16 euro) contiene il nuovo ’Rapporto Bio Bank‘ che disegna due mappe distinte e complementari del biologico nazionale: la prima per numero assoluto, la seconda per densita’ di operatori, e che traccia le tendenze del settore dell’ultimo triennio. A partire dal ‘fenomeno’ della filiera corta ”che – si legge nella presentazione dell’Annuario – avanza nelle grandi citta’ e nei piccoli centri, da parte di gruppi di produttori, cooperative o singoli agricoltori e coinvolge persone, famiglie, gruppi di amici, colleghi di lavoro. Il cuore della vendita batte nei 600gruppi d’acquisto solidale, negli spacci di oltre 2.000 aziende agricole biologiche, negli oltre 130 siti per fare la spesa bio on-line, nelle migliaia di cassette di frutta e verdura biologica, locale e di stagione, preparate ogni settimana dai contadini e consegnate direttamente ai consumatori”.

Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana si confermano le tre regioni leader per numero assoluto di operatori bio, con l’Emilia-Romagna che torna alla guida del gruppo. La classifica per densita’ di operatori vede invece al primo posto le Marche, seguite da Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige.

Il trend 2007-2009 degli operatori bio italiani indica, per numero assoluto che i Gruppi d’acquisto solidale sono cresciuti del 68% (dai 356 del 2007 ai 598 del 2009); le aziende con vendita diretta segnano +32% (da 1.645 a 2.176); i ristoranti +31% (da 174 a 228, esclusi quelli in agriturismo); l’E-commerce e’ cresciuto del 25% (da 106 a 132); le mense scolastiche a +23% (da 683 a 837); gli agriturismi +22% (da 1.002 a 1.222); i mercatini segnano +10% (da 204 a 225) e i negozi sono cresciuti del 2% (da 1.106 a 1.132).

Quanto alla classifica ‘geografica’ del biologico, i censimenti Bio Bank confermano Emilia Romagna, Lombardia e Toscana regioni leader per numero assoluto di operatori. L’Emilia-Romagna riguadagna la prima posizione, che l’anno scorso era della Lombardia, con quattro primati: aziende con vendita diretta, e-commerce, mense, mercatini. Segue la Lombardia che sale sul podio piu’ alto per gruppi d’acquisto, ristoranti e negozi. Al terzo posto la Toscana, prima per agriturismi. Mentre per densita’ di operatori bio ogni 100.000 abitanti la classifica cambia. In testa le Marche che dominano la classifica con tre primati: per vendita diretta, agriturismi e ristoranti. Al secondo posto la Valle d’Aosta con il primato per negozi ed e-commerce. Infine il Trentino-Alto Adige che primeggia per mercatini.

Il tema dell’anno e’ “Bio, Eco, Etico: uscire dal labirinto in 141 mosse“: l’Annuario contiene, infatti, anche una guida alle “azioni quotidiane utili per diminuire il nostro ingombrante peso sul pianeta”. I comportamenti ‘virtuosi’ sono suddivisi in dieci ambiti: alimentazione, commercio equo, orto, giardino e animali, abbigliamento, cosmesi e detergenza, casa, energia e acqua, riciclo e riuso, mobilita’, educazione ambientale, clima sociale. Infine, all’interno di ‘Tutto bio 2010′, i lettori troveranno in omaggio la ‘Bio Card’ per ottenere lo sconto del 10% presso i 635 operatori aderenti al Circuito (aziende con vendita diretta, agriturismi, ristoranti e negozi).

letture ,

LA GREEN ECONOMY IN ITALIA

5 luglio 2010

L’Italia in ritardo con le energie rinnovabili

L’economia verde, ovvero quel tipo di economia che riguarda il settore delle energie rinnovabili in Italia è molto arretrata rispetto a tutti gli altri paesi dell’Unione Europea. Nonostante un  crescente aumento di interesse di conseguenza anche del lavoro nel settore, ancora la nostra nazione fa fatica ad uniformarsi a quelle che sono le nuove normative europee.

Questo distacco nei confronti degli altri stati comporta anche un costo a livello economico: circa 3 miliardi di euro l’anno di sanzioni da parte dell’UE.

La Fondazione Istud, istituto attento anche all’economia sostenibile, ha sottolineato durante un forum a Milano, delle importanti novità da seguire sul piano del business verde, noto in Europa col nome di green economy. Un esempio pratico da seguire per iniziare ad adeguarsi alla nuova economia potrebbe partire proprio dalle direttive europee del 2009 che impongono un consumo energetico ad impatto quasi zero per gli edifici pubblici dal 2018 e per tutti gli altri edifici dal 2020. Purtroppo in Italia non si sta seguendo completamente questa linea di sviluppo e si rischia oltre che una multa pecuniaria anche l’inevitabile danno ambientale.

Un altro passo fondamentale sarebbe quello di sostituire il prima possibile le circa 15 milioni di caldaie italiane non più a norma con lo scopo di ridurre le emissioni di CO2.

In Trentino è nato un progetto chiamato Crisalide che con le moderne tecnologie ad alta efficienza energetica genera calore ed elettricità direttamente nei luoghi domestici, con il vantaggio tra l’altro di ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Progetto  prodotto da Habitech-Distretto tecnologico trentino per l’energia e l’ambiente e da SofcPower, società che sviluppa celle a combustibile basate su tecnologia Solide Oxide Fuel Cells (SOFC). L’iniziativa Progetto Crisalide ha catalizzato una completa filiera provinciale attorno all’innovazione nel campo della micro-cogenerazione per dotare il Trentino di sistemi di riscaldamento innovativi, oggi facilmente applicabili senza pesanti cambiamenti strutturali degli edifici ma anzi con una riqualificazione degli stessi.
Paesi come Giappone, Germania, Olanda e Danimarca hanno già da tempo scelto di sostenere filiere locali con programmi di sviluppo a sostegno della micro-cogenerazione.

Le soluzioni per un futuro più green esistono, ma hanno bisogno di essere sviluppate e diffuse soprattutto nel nostro paese che è ricco di potenziali fonti rinnovabili.

energie rinnovabili

EAST FORUM 2010

5 luglio 2010

East Forum

Ripensare il presente per disegnare il futuro: la scelta della sostenibilità

Roma, 8 luglio 2010, Luiss

Sarà a Roma la quinta edizione dell’ East Forum, evento organizzato dal Gruppo UniCredit con la collaborazione della rivista di cultura, politica ed economia internazionale “east”, si propone di alimentare il dibattito su un tema fondamentale dei nostri giorni: lo sviluppo sostenibile. Attraverso la partecipazione di autorevoli esponenti del panorama politico-istituzionale, economico e accademico internazionale, le tavole rotonde saranno un momento di scambio di idee, strategie e progetti per il futuro.

L’argomento principale dell’evento sarà la sostenibilità, ovvero uno studio delle opportunità che può offrire un’economia “più verde”, e dei benefici che strategie politico-sociali più adeguate possono apportare a livello mondiale.

E per sottolineare quanto sia fondamentale il contributo dei giovani, ampio spazio anche a LUISS Sostenibile, l’iniziativa nata da un gruppo di studenti che ha per obiettivo quello di ridurre l’impatto ambientale dell’università razionalizzando il consumo delle risorse utilizzate.


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I BIOMATTONI

21 giugno 2010

I BIOMATTONI

di Ilaria Pella

Sin dall’inizio dei tempi l’uomo  ha sempre cercato di adattarsi all’ambiente costruendo per natura delle abitazioni. Le prime erano solo di pietra e fango, poi man mano che i tempi sono cambiati l’elemento base delle abitazioni, il mattone, è stato migliorato divenendo così un prodotto molto eleborato. E’ stato studiato come componente fondamentale delle abitazioni e solitamente ha la forma di parallelepipedo che viene ottenuto cuocendo ad alte temperature un impasto composto da argilla e acqua.

Attualmente sono i moltissime le varietà di mattoni, per qualsiasi tipo di esigenza, isolanti, riscaldanti, raffreddanti e molti altri, quindi i materiali che li compongono possono essere molteplici. In ogni caso non sempre questo viene prodotto nel rispetto della natura, anzi, esistono casi in cui i mattoni vengono creati con scarti vari di altri materiali per una questione di risparmio da parte delle aziende. In compenso queste scelte economiche rendono le nostre case meno sicure, meno confortevoli e talvolta purtroppo addirittura nocive. La tutela dell’ ambiente e la nostra salute sono dei buoni motivi per iniziare a ricercare delle soluzioni ecologicamente sostenibili che assicurino e garantiscano il benessere della persona.

Ultimamente nell’analisi dei materiali utilizzati per le costruzioni sono emersi degli effetti negativi dovuti all’uso incauto e spropositato dei prodotti derivati dall’industria chimica, destando preoccupazione e stimolando il consumatore ad avvicinarsi ai materiali naturali, non nocivi e sopratutto ecologici. Queste paure hanno appunto spinto verso un consumo e una cultura biologica, facendo emergere i danni, l’impatto ambientale e gli sprechi di consumi energetici dovuti ai materiali usati tradizionalmente. Il settore dell’edilizia è infatti, nella sua globalità, il maggior responsabile del consumo energetico (in Europa circa il 45% dell’energia prodotta viene utilizzata da questo settore). La produzione di materiali per l’edilizia, inoltre, consuma anche moltissime materie prime (in Europa circa il 50% delle risorse sottratte alla natura viene destinato all’edilizia) e conseguentemente genera anche tantissimi rifiuti.

I mattoni prodotti grazie alla bioedilizia hanno delle proprietà che permettono di migliorare la qualità della vita, sono, innanzitutto, maggiori isolanti termici e acustici; questo risultato si ottiene aumentando il numero di camere d’aria all’interno del mattone stesso. Inoltre la loro composizione permette una migliore traspirabilità delle pareti.

Esistono moltissime varietà di mattoni ecologici e biologici, molte sono state già utilizzate altre sono in fase di sperimentazione, ma la certezza e la riuscita di questi prodotti è totale. Una sperimentazione tra tante è il tentativo di riciclare le ceneri di carbone per farne mattoni, l’idea è di un ingegnere civile in pensione che ha tovato il modo di trasformare le ceneri (un rifiuto) in una materiale sostitutivo dell’argilla. Il processo richiede il 20% di energia in meno, rispetto ai metodi tradizionali. Toglie un rifiuto dalla sua strada verso lo smaltimento (discarica) e risparmia risorse naturali (argilla). Ma esistono anche i mattoni fatti con spazzatura compressa, o ancora, quelli fatti con buste di plastica riciclate, o fatti di sabbia, batteri, urea o cloruro di calcio.

Le soluzioni per creare la propria abitazione ecologica sono molteplici, purtroppo non molto conosciute, ma con un pò di impegno e attenzione si può ideare una casa completamente bio e immergersi così nella totale naturalezza dell’ambiente anche seduti comodamente sul divano in salotto.

vivere bio

SAPOR BIO 2010

10 giugno 2010

Nel capoluogo lombardo cultura dell’alimentazione e rispetto per l’ambiente s’incontrano in una grande vetrina per la filosofia bio ecologica

Si rinnova anche quest’anno l’atteso appuntamento con SaporBio 2010, la manifestazione bio-ecologica ideata dal noto attore e presentatore Marco Columbro e dalla sua compagna Stefania Santini. “Milano SaporBio”, dall’ 11 al 13 giugno 2010, si svolgerà al Parco Sempione in collaborazione con Parco in…Comune (PinC), promosso dall’Assessorato Arredo, Decoro Urbano e Verde del Comune di Milano (Assessore Maurizio Cadeo), con un importante evento ideato per avvicinare il grande pubblico al bio e alla natura.

Milano SaporBio nasce per promuovere il biologico come scelta sana e responsabile, ma anche per favorire stili di vita, di piacere e di consumo sostenibili. Testimonial è Marco Columbro, impegnato da sempre nella diffusione di uno stile di vita naturale basato sul rispetto per l’ambiente e sui sapori genuini della nostra terra. “Il successo dello scorso anno ci ha portato a rinnovare la collaborazione con PinC, una straordinaria manifestazione che rende SaporBio un evento ancor più ricco e completo. Una regione come la Lombardia, tra le prime per produttività e consumi bio, in attesa anche dell’Expò 2015 – sottolinea Columbro -, può quindi contare sul ruolo delle Istituzioni, come ha dimostrato l’assessore Cadeo, e lavorare per soddisfare le esigenze dei cittadini. Tutto questo perché – conclude – i consumatori sono sempre più orientati verso scelte consapevoli, preferendo prodotti ‘intelligenti’ e genuini”.

La manifestazione, in un’atmosfera frizzante e divertente, pensata per le famiglie e per i più giovani, abbraccerà il mondo ecosostenibile in tutte le sue sfaccettature. Le degustazioni enogastronomiche, con tante novità per quest’anno, daranno risalto ai sapori e alla genuinità di una alimentazione sana e biologica, ma ampia visibilità verrà data anche al settore delle energie rinnovabili e dell’eco-design, grazie alla partecipazione di Greenbuilding. Tra le new  entry Sma Simply Market che, con Gruppo Sistemi 2000, metterà in mostra, attraverso alcune installazioni, il nuovo concept ecosostenibile dei loro punti vendita, e AquaTherapy, linea di acque minerali addizionate a elementi fitoterapici, presente con un proprio dietologo pronto a dare preziosi consigli su salute e benessere al pubblico dei visitatori.

A tutto questo si aggiungerà il mondo dell’abbigliamento sostenibile e della fitocosmesi, un settore in crescita rispetto alla cosmesi di laboratorio, che “cura” l’ambiente con la bellezza.

Infine, tra le grandi novità di questa edizione, anche la presentazione del libro “I magnifici 20” del giovane ricercatore e scrittore Marco Bianchi, una lista non scontata e super argomentata dei cibi che fanno davvero bene, e SaporbiOlio, un concorso dedicato ai migliori produttori di olio biologico. Organizzato dal dott. Gino Celletti, capo panel COI, la premiazione dei primi tre migliori oli bio sarà ospitata all’interno dell’area conferenze di Milano SaporBio e sarà accompagnata da una degustazione guidata degli oli vincitori.

Preziosa poi la partnership con EcoWorldHotel, la prima catena alberghiera italiana eco-friendly, che raggruppa diverse tipologie di strutture alberghiere (agriturismi, b&b, hotels, wellness-resort, casali, case vacanza, ect.) che permetterà agli espositori e i visitatori di Milano SaporBio di usufruire di una convenzione con strutture a 3 e 4 stelle di Milano, con prenotazione diretta dal sito www.saporbio.com.

Dopo i successi della scorsa edizione, con punte di 100.000 visitatori, Milano SaporBio farà del capoluogo lombardo, tra i primi in Italia in termini di produttività e consumi bio, la città cardine del settore. In vista dell’Expo 2015, Milano si prepara infatti ad essere la capitale mondiale in tema di sicurezza e qualità alimentare, diventando in tal modo luogo ideale di eventi, spettacoli e dibattiti che puntano i riflettori sull’esaltazione e sulla diffusione dei prodotti ecosostenibili e alimentari di qualità. Anche per questo, preziosa è la collaborazione con Milano Food Week, la settimana dedicata all’enogastronomia che si terrà nella città meneghina dal 5 al 13 giugno 2010

Tra le attività:

“Villaggio Bio-Ecologico”: la vetrina per gli operatori del settore dove promuovere i prodotti attraverso uno scambio di cultura enogastronomica ed ambientale con i consumatori. Le aziende, alcune delle quali dall’Alto Adige con degustazioni dei loro migliori prodotti locali, tra cui il tipico pane alto atesino e il famoso speck, e abruzzesi, a dimostrazione della loro volontà di ricominciare dopo il terribile sisma di un anno fa, metteranno a disposizione dei visitatori i loro prodotti bio e i modelli sostenibili sviluppati per vivere in sintonia con l’ambiente circostante.

Per i più piccoli SaporBio propone anche quest’anno tante attività divertenti per imparare a rispettare l’ambiente e a mangiare bene giocando, in compagnia degli animatori di NaturaSì e di EcoGiò.

“Eco Talk in Area Conferenze: sarà il centro nevralgico per dibattiti e momenti di confronto sulle politiche del biologico e dell’eco-sostenibile con esperti del settore, realizzati in collaborazione con la rivista di settore BioEcoGeo. Il pubblico sarà coinvolto con approfondimenti sull’ecologia ambientale, l’alimentazione, il risparmio energetico ed eco-compatibilità, la cura del corpo, tutte tematiche legate alla cultura del vivere bene secondo natura. Tra i moderatori anche la nota giornalista e conduttrice Tessa Gelisio che si occuperà di bio-cosmesi e bellezza naturale, parlando dei benefici dell’aloe, mentre per dare un Occhio allo spreco, direttamente da Striscia la Notizia, relatore di eccezione sarà Cristina Gabetti. L’area è allestita da Puzzle4peace con un “muro” di tessere in materiali riciclati, naturali o riciclabili realizzato da artisti vari: una sfida ambiziosa, pluripartecipata e grandiosamente creativa che dal 2007 si esprime contaminando spazi, piazze, monumenti, strade, parchi e giardini di tutto il mondo con tasselli di puzzle a favore della pace nel mondo.

Inoltre, dal 7 al 13 giugno, grazie alla collaborazione col Gruppo Ethos, ristoratori guidati dalletica e dalla passione proprietari di 4 ristoranti, sarà possibile provare il buonissimo Menù SaporBio, un insieme di piatti biologici di alta qualità che i clienti potranno gustare per tutta la settimana dedicata all’evento. Coinvolto nel progetto anche S.Event, nuovissimo locale con prodotti e servizi di qualità per soddisfare le esigenze di tutti, anche vegetariani e vegani, che offrirà ai suoi clienti il Cocktail SaporBio.

Di grande prestigio anche i nuovi media partner che seguiranno da vicino questa nuova edizione: Alice e Leonardo Sky per la tv, Radio Monte Carlo per il settore radiofonico.

Inoltre, dal 7 al 13 giugno, grazie alla collaborazione col Gruppo Ethos, ristoratori guidati dalletica e dalla passione proprietari di 4 ristoranti, sarà possibile provare il buonissimo Menù SaporBio, un insieme di piatti biologici di alta qualità che i clienti potranno gustare per tutta la settimana dedicata all’evento.

Milano SaporBIO  sarà l’11, il 12 e il 13 giugno 2010 a Parco Sempione (ingresso Viale Gadio), nel cuore verde della città, per ricordare che il biologico è buono per la natura, è buono per l’uomo.

eventi bio

LA CILIEGIA: IL FRUTTO DELLA SALUTE

9 giugno 2010

LA CILIEGIA:

IL FRUTTO DELLA SALUTE

di Ilaria Pella

É arrivata la stagione delle ciliegie! La ciliegia inizia in questo mese a offrirsi gentilmente sulle nostre tavole, fresca, colorata e gustosa come sempre.

Sono il frutto di un albero della famiglia delle Rosacee, la stessa delle rose. Esitono due specie di alberi, il Prunus avium, o ciliegio dolce, e il Prunus cerasus, o ciliegio acido. I frutti si presentano a forma arrotondata, carnosi e succosi, con la buccia liscia: sono attaccati a lunghi e fini peduncoli attaccati a gruppi sulla corteccia.
La ciliegia al suo interno contiene un nocciolo color legno e duro.

Le caratteristiche principali di questo frutto sono la sua ricchezza di vitamine A e C, ma contiene anche buone quantità di fibre, potassio, calcio e fosoro. L’importanza di questo alimento è data però da una proprietà in particolare, i flavonoidi, elementi utili contro i radicali liberi. Tra le proprietà benefiche della ciliegia c’è la cura di artriti, artereosclerosi, disturbi reanali e gotta, è anche un ottimo tonico, diuretico, lassativo e ha un ruolo anticarie grazie ad alcuni elementi presenti nella buccia, in più risulta essere molto dissetante. E’ molto importante anche nelle diete dimagranti e per il controllo del peso perché è ricca di fibre solubili che nello stomaco si impregnano d’acqua come spugne e determinano una distensione delle pareti gastriche procurando uno stimolo di sazietà.

Questo frutto è importante in tutte le sue componenti, compreso il nocciolo da sempre utilizzati per le loro proprietà curative, grazie alla capacità di accumulare il caldo o il freddo e di rilasciarli molto lentamente, poiché ogni nocciolo ha al suo interno una naturale camera d’aria. Il legno dei noccioli di ciliegia è così un ottimo conduttore termico e mantiene la temperatura a lungo senza però trattenere umidità.
Quindi sia il caldo sia il freddo rilasciati sono assolutamente secchi.
Un’antica tradizione che vive ancora oggi per curarsi in modo semplice ed in armonia con la natura.

Anche la corteccia del ciliegio è usata per le sue proprietà febbrifughe e antigotta; e i peduncoli dei frutti fatti essiccare, vengono usati come decotto contro l’artrite, i calcoli e la cistite.
Questo frutto solitamente viene mangiato fresco, ma può anche essere usato in cucina in svariati modi: per le marmellate, decorazione di torte, ma anche per accompagnare cibi salati.

Il metodo di coltivazione biologica della ciliegia esclude qualsiasi prodotto da sintesi chimica sia nella concimazione che nella difesa delle piante e si ottiene un prodotto sano, genuino e assolutamente più gustoso. Le ciliegie vengono scelte dai rami migliori e sottoposte ad una rigorosa cernita di solito in più fasi dove vengono selezionate solo quelle migliori e poi sistemate in un ambiente refrigerato e migliore evitando troppe manipolazioni. Solo attraverso questi attenti passaggi e una cura e attenzione molto elevate durante la crescita del frutto si ottiene la perfetta ciliegia bio.

sani prodotti ,

LA TUSCIA TRA BOSCHI E CULTURA

7 giugno 2010

La Tuscia tra boschi,

arte e itinerari naturali

di Ilaria Pella

La provincia di Viterbo, estesa a nord di Roma, fra il mar Tirreno, la Toscana e l’Umbria è anche conosciuta con il nome della Tuscia.

Tuscia è la denominazione attribuita all’Etruria meridionale dopo la fine del dominio etrusco, indicava in origine un territorio assai vasto che le diverse vicissitudini storiche hanno ripartito in varie aree. Tuscia è oggi terra degli etruschi perché conserva inalterato quel sapore e quella cultura, ma è anche varietà di proposte sia per quanto riguarda l’offerta culturale che quella naturale. Queste bellissime zone del lazio sono caratterizzate da una storia molto intensa che le ha reso il posto molto interessante a livello culturale. Il territorio della Tuscia è molto interessante poichè estremamente diversificato: dalla costa tirrenica ad ovest, con litorale sabbioso coronato dalla tipica vegetazione mediterranea, alle pianure di colmamento della Maremma Viterbese; dalle colline boscose del Monte Rufeno e dei Monti Volsini, Cimini e Sabatini, fitti di querce e castagni, con i vulcanici Laghi di Bolsena, Mezzano, Vico e Monterosi, alla notevole area termale riunita intorno alla piana di Viterbo, fino alla rigogliosa Valle del Tevere ad est, percorsa da forre fluviali e speroni tufacei più o meno elevati su cui si ergono caratteristici centri storici d’antica origine.

La caratteristica di questo territorio è il suo animo selvaggio e indomato, una naturalezza in contaminata che domina in tutte le zone

Viterbo inoltre è ricca di sorgenti termali, concentrate per lo più in un’area compresa tra la Cassia nord e la Cassia sud. Di origine antichissima, furono scoperte già dagli Etruschi ed in seguito valorizzate dai Romani che edificarono le strutture,

in parte ancora visibili, nei pressi della città. Tra Medioevo e Rinascimento diversi pontefici ricorsero a cure termali. Accanto a zone libere, dove poter sperimentare le benefiche proprietà delle acque, vi sono stabilimenti che offrono servizi terapeutici e ricreativi. Le acque viterbesi sono: ipertermali per la maggior parte (alla sorgente 40-65°C), chimicamente classificate del tipo sulfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrose; termali (30-40°C) ed ipotermali (20-30°C) di tipo bicarbonato-solfato-alcalino-terrose, carboniche e carbonico-ferruginose; risultano indicate per disturbi vascolari,

respiratori, dermatologici e non solo. Il fango, prelevato al Bagnaccio, è utilizzato sia per la fangoterapia che per trattamenti estetici.

Per quanto riguarda l’arte la Tuscia è piena di ville e dimore signorili, costruite dai potenti cardinali di Viterbo. Le più imponenti risalgono al XVI sec., pensate come ville suburbane e destinate allo svago e allo sfoggio dei potenti proprietari. Ne sono un bellissimo esempio Villa Lante a Bagnaia e Palazzo Farnese a Caprarola.

Inoltre nel territorio della Tuscia esistono necropoli rupestri appena accennate nella topografia artistica. Queste città d’oltretomba risalgono al VIII e VII sec. a.c. e offrono uno spaccato di vita quotidiana dei primi abitati della zona. I Falisci costruivano i loro cimiteri a immagine e somiglianza delle case abitative dei defunti. La visita a una di queste necorpoli permette lo studio delle loro abitudini abitative.

Tutta la zona della Tuscia è meta turistica molto ambita poichè la naturalezza dei suoi paesaggi di mescola con delle zone artistiche e culturali di importante rilevanza storica.

arte e cultura , ,

LA SPOSA VESTE BIO

7 giugno 2010

La sposa veste bio

di Ilaria Pella

Tutti sappiamo che il matrimonio è oggi una delle spese più consistenti che una coppia deve affrontare. Tutto quello che viene utilizzato per le nozze però solitamente è monouso, basti pensare all’abito da sposa, che non verrà utilizzato neppure per una seconda volta.

Allora perché spendere un patrimonio per un capo che probabilmente dopo il giorno del “si” non uscirà mai dalla sua bella fodera nell’armadio?

Le alternative sono moltissime, ci si può impegnare nella ricerca di un capo usato, oppure si può fare una scelta economica, ma che magari non soddisfa appieno i propri gusti, o anche si può regalare o rivendere dopo le nozze perdendo però i ricordo del giorno che dovrebbe essere il più bello della propria vita. Un’altra alternativa invece ci arriva direttamente dal mondo del biologico che si sta impegnando affinché anche il giorno delle nozze possa essere realizzato in maniera ecosostenibile, senza alcuno spreco di materiali e utilizzando solo prodotti naturali, soprattutto nel caso del vestito da sposa che solitamente ha un costo altissimo.

Per realizzare un vestito da sposa bio basta utilizzare tutti quei materiali che derivano dalla natura senza trattarli chimicamente o colorarli con tinture nocive. Tessuti come la canapa, il lino, la juta, la seta, la lana e il cotone sono reperibili in natura e se utilizzati senza trattamenti chimici sono tutti prodotti biodegradabili, riciclabili ed ecosostenibili, quindi non hanno bisogno neppure di essere smaltiti con particolari sistemi che richiedono energia e quindi emissioni di CO2. La caratteristica basilare di questi materiali è appunto la loro sostenibilità ambientale, rinunciando magari a tessuti come il taffeetà che per esempio è a base di poliestere e quindi di deriva dal petrolio. Dovrebbe essere spontaneo indossare la naturalezza senza dover per forza lasciarsi vestire da prodotti che non rispettano il nostro corpo e la nostra salute.

Per festeggiare il giorno più importante della vita le future spose possono anche scegliere dei capi molto più rari e magari poco diffusi ancora sul mercato: sono sono i vestiti interamente realizzati con una fibra derivata da una risorsa rinnovabile al 100% come il granoturco.

Oltre ai tessuti eco solidali l’alta moda propone anche ulteriori soluzioni, un abito nuziale trasformabile, composto da più elementi, quindi riutilizzabili separatamente anche in altre occasioni, insomma un sogno che tutte le donne hanno nel cassetto; il corpetto del nostro abito da sposa abbinato ai jeans della nostra vita quotidiana. Ecco allora che stilisti e designer propongono tante idee innovative in questo senso, ma anche abiti che con maniche smontabili, gonne accorciabili, corpetti semplificati di elementi, daranno alla sposa la possibilità e la stravaganza di osare un look in chiesa ed uno diverso al ricevimento.

In ogni caso però bisogna dare sempre un’occhiata alla certificazione biologica per non incappare in imbrogli, infatti i prodotti biologici devono essere certificati obbligatoriamente. Solo se accompagnati dalla certificazione avremo la certezza di manifatture realizzate con un materiale naturale, ma soprattutto trattato in maniera naturale anche perché hanno grande importanza anche le sostanze usate nel processo manifatturiero che devono assicurare la sostenibilità ambientale e non essere cancerogeni, mutageni, tossici o di disturbo al sistema endocrino. Qualsiasi accessorio non biologico, come bottoni, cerniere lampo, filo elastico dovrà essere sulla lista degli accessori approvati e non contenere nichel.

L’iniziativa del vestito bio serve a lasciare un impronta positiva nel nostro pianeta senza però rinunciare all’eleganza e allo stile, anzi con una cura ai particolari e alla moda molto ricercata. Entrare a far parte di un sistema ecologico – biologico significa anche questo, ricercare in tutto e per tutto le proprie soluzioni bio.

moda

IL BIO SOTTO CASA

7 giugno 2010

IL BIO SOTTO CASA

con l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica diretta da Ambrogio Sparagna

Il 12 e 13 giugno all’Auditorium Parco della Musica si terrà BIO sotto casa - Festa di Campagna Amica, il grande mercato dedicato ai temi dell’agricoltura biologica. Una campagna promossa da Aiab, Amab e Coldiretti e finanziata con il contributo dell’Unione Europea e dell’Italia – Ministero delle Politiche Alimentari e Forestali.
Produttori da tutta Italia interverranno per presentare i propri prodotti al pubblico romano. Nel corso della manifestazione sarà inoltre illustrato il progetto “chilometro zero” della Fondazione Campagna Amica.

A partire dalle ore 10, nell’area esterna, degustazioni, appuntamenti culturali, musica. Alle 10.30 l’incontro dedicato alla cultura del chilometro zero, l’impronta ecologica del cibo, i sistemi locali di produzione e consumo, con interventi di: Fuortes (introduzione), Weber (indagine sulla sensibilità dei consumatori) Hausmann (i metodi di valutazione dell’impronta ecologica) De amicis (il circuito chilometro zero) Masini (panorama sulla cultura del consumo locale) Rocchi (strategia SLOW sulla creazione di circuiti locali  “buono, pulito e giusto”, gestione dei gruppi di acquisto) Antonini (presentazione dell’esperienza dell’associazione dei formaggi storici e del presidio del cacio fiore). Il convegno è preceduto/seguito da un blog con i materiali tecnici

Sempre sabato alle ore 17, l’Orchestra Popolare Italiana diretta da Ambrogio Sparagna invaderà gioiosamente l’area pedonale del Parco della Musica con una parata musicale. I festeggiamenti proseguiranno domenica con gruppi di tamburelli, zampogne, organetti e balli popolari che animeranno i giardini pensili (dalle ore 11 alle 13). Alle 21 in Sala Sinopoli, il grande concerto  Me so’ sognato er diavolo stanotte, un progetto originale di Ambrogio Sparagna con l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica, il Coro Popolare diretto da Anna Rita Colaianni e la partecipazione di Lucilla Galeazzi.

Bio sotto casa è un programma triennale (2009-2012) promosso dall’Unione europea e dall’Italia realizzato dal raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Aiab, Amab e Coldiretti, con l’obiettivo di incrementare la conoscenza e la promozione delle produzioni biologiche, attraverso molteplici ed articolate attività di carattere informativo e promozionale, da svilupparsi in Italia, Francia e Germania. La strategia complessiva del programma punta al rafforzamento del rapporto diretto tra produttore e consumatore. Si ritiene infatti che i valori e la qualità del biologico abbiano bisogno di vie di comunicazione dirette e poco mediate: così come la filiera del consumo dovrebbe essere la più corta possibile, anche quella della comunicazione dovrebbe essere altrettanto breve e diretta.

Il 13 giugno, nel contesto della Festa di Campagna Amica, si svolgerà inoltre la terza edizione di EXTRA SLOW, organizzata da Slow Food Lazio per stimolare una più diffusa e corretta cultura alimentare legata all’extravergine. Nei giardini pensili sarà possibile degustare la migliore selezione di extravergini d’oliva del Lazio, in un momento di approfondimento ‘buono, pulito e giusto’ che vedrà coinvolti esperti del settore. Saranno 45 aziende, con una proposta complessiva  che sfiora le 70 etichette, a rappresentare  una delle più antiche ed eccellenti produzioni della nostra regione vantando un legame naturale e millenario con l’ambiente, la cultura e la tradizione enogastronomica.

P R O G R A M M A

Sabato 12
dalle ore 10 alle ore 19
BIO sotto casa
Degustazioni e appuntamenti culturali
ore 10 Degustazioni e appuntamenti culturali
ore 10.30 Convegno “La cultura del Km zero, cibo, ambiente, società, territorio”
ore 11 Laboratorio didattico sull’apicoltura FCA
ore 13 Impariamo ad assaggiare la frutta ARM (William Loria)
ore 13.30 Pranzo bio agriturismo FCA
ore 16 Laboratorio orto bio SLOW
ore 16 Lezione di giardinaggio bio ARM (prof. Renato Pavia)
ore 16 Laboratorio gioco per ragazzi sull’agricoltura europea “a scuola con Paco” ARM
ore 17 Parata musicale con l’Orchestra Popolare Italiana Ingresso libero

Domenica 13
dalle ore 10 alle ore 19
BIO sotto casa
Degustazioni e appuntamenti culturali
AGRIMERCATO - EXTRA SLOW
dalle ore 10 Degustazioni e appuntamenti culturali
ore 11 Laboratorio orto SLOW
ore 11 Lezione di giardinaggio: la manutenzione delle piante in estate ARM (Renato Pavia)
dalle ore 11 alle ore 13 Giardini pensili Animazione musicale - tamburelli, zampogne, organetti e balli popolari Ingresso libero
ore 11.30 Presentazione e degustazione della cerasa della Sabina ARM
ore 12.30 A scuola di cucina in agriturismo FCA
ore 13.30 Laboratorio olio e pasta SLOW
ore 16 Lezione di giardinaggio ARM (Renato Pavia)
ore 16 Laboratorio gioco per ragazzi sull’agricoltura europea “a scuola con Paco” ARM
ore 17 Impariamo ad assaggiare la frutta ARM (William Loria)
ore 18 A scuola di cucina in agriturismo FCA

Sala Sinopoli ore 21
“Me so’ sognato er diavolo stanotte”
Strambotti d’amore e di sdegno dalla Campagna Romana
Un progetto originale di Ambrogio Sparagna con l’Orchestra Popolare Italiana dell’Auditorium Parco della Musica, il Coro Popolare diretto da Anna Rita Colaianni
e la partecipazione di Lucilla Galeazzi
Biglietto 15 euro


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LA MOBILITA’ ECOSOSTENIBILE CON LE BICICLETTE ELETRICHE

7 giugno 2010

La mobilità ecosostenibile

con le biciclette elettriche

di Ilaria Pella

Ormai è noto che i motori delle nostre auto sono altamente inquinanti, nonostante i nuovi modelli in commercio che tentano di proporci dei sistemi ecologicamente più validi. Una alternativa interessante da contrapporre all’uso dell’auto o del motorino potrebbe essere la bicicletta anche se in particolari condizioni non sempre semplice da utilizzare. Addesso però è nata una nuova soluzione assolutamente ecosostenibile e naturale: la bicicletta a pedalata assistita. E’ un mezzo di trasporto semplice, pratico, comodo e soprattutto economico, senza contare che il suo uso comporta attività fisica ed è quindi salutare al nostro organismo. Non crea traffico e può essere usata da chiunque. La bicicletta elettrica a pedalata assistita è ideale per la mobilità in città permettendo di arrivare ovunque e dando la possibilità a chiunque di poterla guidare, senza patente, senza targa e per persone di qualsiasi età. Inoltre non inquinano e con un pieno di energia elettrica (0,05 Euro) percorrono più di 30 Km.

Le differenze con la normale bicicletta o semplicemente con la bicicletta elettrica sono molteplici, quest’ultima ad esempio necessita di una immatricolazione presso la motorizzazione poichè risulta classificata come un motorino. Le bici a pedalata assistita no; nonostante siano esattamente come le quelle elettriche hanno in più l’accelleratore spostato in sostituzione a quello presente sulla manopola del manubrio possiedono uno stesso sistema sotto forma di interruttore inserito nei pedali.

Queste biciclette ancora poco conosciute nel mercato nazionale stanno però iniziando a diffondersi seppur lentamente per un utenza responsabile che ricerca le novità e allo stesso tempo vuole rispettare l’ambiente, divertendosi e risparmiando. L’uso di questo mezzo è molto semplice e permette di spostarsi su qualsiasi terreno con estrema facilità e l’autonomia delle proprie batterie permette di percorrere molti chilometri.

Ma come funziona in realtà? Il funzionamento è molto semplice: l’elettronica controlla il movimento centrale dove sono inseriti i pedali che ad una lieve pressione invia il segnale al motore elettrico portandovi senza sforzo alla velocità di crocera voluta. (max 25 KM/h) Azionando i freni, o smettendo di pedalare si arresta il motore. Possono percorrere, a secondo dei modelli dai 40 agli 80 Km e oltre per carica della batteria.

Nei diversi modelli di biciclette a pedalata assistita elettriche troviamo strumenti di guida che ne agevolano il comfort di marcia ed il controllo quali: regolatori sonori per il motore elettrico, segnale di ricarica e mantenimento batteria elettrica, computer di bordo, forcelle ammortizzate, ammortizzatori posteriori, freni a disco a tamburo.

Questo genere di biciletta potrebbe essere il primo passo avanti verso un futuro ecosostenibile, fatto di traffico senza smog e strade più pulite. Una base per una mobililtà ecosotenibile che se applicata in tutto il mondo sicuramente offrirebbe vantaggi enormi.

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LE ENERGIE RINNOVABILI PER LA RINASCITA DI UN MONDO PIU’ BIO

4 giugno 2010

LE ENERGIE RINNOVABILI

PER LA RINASCITA DI UN MONDO PIU’ BIO

di Ilaria Pella

Quali sono le energie rinnovabili e come possono essere prodotte? Ultimamente sentiamo parlare spesso di fonti rinnovabili anche perché sia in Italia che nel mondo stanno assumendo un peso sempre maggiore nell’ambito della produzione energetica. Sono esattamente quelle forme di energia generate da fonti che per loro caratteristica intrinseca sono in grado di rigenerarsi all’infinito, quindi non si esauriscono mai e utilizzarle non mette a rischio l’assenza delle stesse sul pianeta e la loro disponibilità per le generazioni future.

Solare, eolica e idraulica sono le principali fonti di energia rinnovabile, ma anche geotermica, del moto ondoso, maremotrice (maree e correnti) e quella prodotta dalle biomasse offrono una disponibilità illimitata, come invece non accade per quelle non rinnovabili. I tre combustibili fossili attualmente più utilizzati sono il petrolio (33%), il carbone (20%) e il gas naturale (22%) che hanno una riserva esauribile se valutata sulla scala dei tempi umani. A questi si aggiunge anche l’uranio con cui viene prodotta l’energia nucleare utilizzata in molti paesi che implica problemi ambientali e pericoli per la salute dell’uomo. Oggi  i tre quarti dell’energia prodotti nel pianeta arrivano da fonti non rinnovabili, cioè da materiali esistenti in quantità limitata che non si possono produrre nuovamente se non nel giro di milioni di anni. “Nulla si crea e nulla si distrugge” afferma il primo postulato della termodinamica. Le energie non rinnovabili si definiscono tali in relazione al ciclo di vita dell’uomo e delle future generazioni. L’uso di energia è in forte accrescimento sia per l’aumentata domanda dei paesi in via di sviluppo, che sono in fase di industrializzazione e di miglioramento del tenore di vita della popolazione, sia per la crescente richiesta da parte degli USA e dei paesi europei. Tra il 2005 e il 2020 è atteso un incremento del 50% dei consumi mondiali di energia.

Ultimamente la necessità di ricorrere all’uso di energie rinnovabili è indispensabile poiché l’essere umano ha sfruttato fino alla fine quelle non rinnovabili.

Un’altra caratteristica fondamentale delle prime è che, oltre ad essere inesauribili, sono ad impatto ambientale minimo in quanto non producono gas dannosi all’ambiente e inquinanti da smaltire. Questo è anche uno dei motivi per cui il mercato di queste fonti è in forte crescita soprattutto negli Stati Uniti, in Giappone e in alcuni stati europei dove si può constatare come ai vantaggi ambientali si sommino anche quelli economici dovuti ad un conseguente costo più basso dell’energia.

Negli ultimi anni la quota mondiale in percentuale di energia prodotta tramite queste fonti è molto aumentata e sulla base di questo trend si valuta che nei prossimi 10 anni avranno una crescita senza paragoni soprattutto l’eolico ed il solare. L’UE si era posta l’obiettivo di raggiungere entro il 2010 una quota del 14% di energia prodotta con fonti rinnovabili.

Questa può essere considerata utile alla salvaguardia del pianeta, ma possiamo anche affermare con certezza che, sviluppando queste nuove tecniche, si crea nuova occupazione, si riduce la dipendenza dalle importazioni di greggio e si stimola la ricerca e l’innovazione tecnologica.

E’ dunque un’opportunità valida per migliorare la qualità delle nostre città, delle nostre case, delle nostre aziende e della nostra vita.

Valorizzando e utilizzando le risorse naturali quali, sole, vento, acqua, biomasse e calore del sottosuolo si può creare attività energetica capace di coprire una percentuale altissima del nostro fabbisogno, una quantità sufficiente per “far funzionare” il pianeta e creare un futuro più sostenibile.

energie rinnovabili

NEL NOME DEL PARCO

3 giugno 2010

Nel nome del parco

il saggio pop firmato da Mario Tozzi

di Ilaria Pella

Oltre il personaggio pubblico, oltre l’attività televisiva, il geologo Mario Tozzi è anche presidente del Parco dell’Arcipelago toscano. Dunque nel saggio pop Nel nome del parco, prende spunto dal racconto di un ecosistema che conosce benissimo, l’Arcipelago toscano, per toccare vari nervi scoperti del dibattito – condito da varie e spesso velenose polemiche – sviluppatosi in questi anni su quale sia o debba essere la maniera più giusta di tutelare l’ambiente.

“Un’esperienza fondamentale di vita – definisce Tozzi i suoi anni passati in mezzo al Parco – con la possibilità di imparare laddove sembrava ci fosse solo da insegnare”. Dopo la lettura di Nel nome del parco, chiunque affronti una gita fuoriporta non sarà più lo stesso.

Chiunque si incanali in una coda per visitare un’isola, o andare su una spiaggia, o costeggiare le rive di un lago con i fumi della propria auto, saprà una volta di più di accostarsi a un organismo vivo, di rara bellezza, e in continuo mutamento. E forse ne avrà più rispetto. Perché l’ambiente è un’esigenza, oltre che il luogo che ci circonda, un’istanza da incarnare per ritessere i fili di un rapporto dimenticato in nome dell’accelerazione, del consumo mordi e fuggi, degli spazi vissuti come beni da espropriare e non da condividere.

In una visione toccante, a volte infuocata, a volte tenera, e non solo personale, Tozzi ha creato un libro utile per riflettere, ora più che mai, sulla protezione dell’ambiente, la salvaguardia di gioielli della natura come l’Arcipelago toscano e tanti altri in Italia e nel mondo. Ambienti che troppo spesso pagano dazio in nome di un’esigenza di sviluppo mascherato da progresso inarrestabile che potrebbe benissimo seguire vie di crescita alternative ed ecompatibili.

L’autore: Mario Tozzi è geologo e primo ricercatore del Cnr. Documentarista, autore e conduttore televisivo (Gaia, Il Pianeta che vive, e Terzo Pianeta su Rai 3, La gaia scienza su La7) collabora con vari quotidiani e periodici, tra cui la Stampa, National Geographic e Vanity Fair. Tra le sue numerose pubblicazioni, ricordiamo, per Rizzoli, Gaia (2004), Catastrofi (2005) e L’Italia a secco (2006); per la De Agostini, Viaggio in Italia (2009).

letture

UN GIARDINO IN STAZIONE

24 maggio 2010

Un Giardino

in Stazione


dal 20 Maggio al 2 Giugno in Piazza della Stazione a Brescia, un grande giardino con floreali ad accogliere pendolari e studenti


Un luogo insolito come il piazzale della Stazione per due settimane trasformato in un giardino floreale ricco di profumi e colori. Dal 20 maggio al 2 giugno l’Associazione Florovivaisti Bresciani realizzerà, in collaborazione con il Comune di Brescia, giardini e allestimenti floreali con aiuole, arbusti sempre verdi e fioriti, piante ornamentali e rose che accoglieranno pendolari e cittadini all’arrivo in città.
Il progetto e le soluzioni floreali sono realizzate da Corivert grazie all’impegno e alla professionalità degli architetti del verde della nostra provincia, indiscussi leader, con le aziende, del settore florovivaistico bresciano che, in occasioni come questa, dimostrano quanto possa essere importante un arredamento floreale per il benessere dei cittadini.
Saranni due i piani vegetali realizzati: un piano arboreo che vedrà la disposizione di 8 lecci, che si aggiungeranno a quelli già esistenti e che faranno da scenografia al palco allestito in occasione degli spettacoli in programma per tutto il mese di Maggio, e sotto di esso un tappeto di arbusti colorati. Il secondo piano sarà invece composto da siepi di bosso.
A completare il giardino due archi in ferro ricoperti di Rhyncospermum, splendido arbusto rampicante dai vistosi fiori bianchi, e due siepi di bosso a palla per offrire un tocco di eleganza.

Un omaggio e un momento di pausa a chi, a causa della frenesia del lavoro, vive la stazione come semplice luogo di passaggio – ha dichiarato Giulio Beschi, presidente dell’Associazione Florovivaisti Bresciani – dimenticando, almeno per un attimo, il caos cittadino

Nei Week-end gli splendidi arredi floreali faranno anche da scenografia a eventi e spettacoli teatrali organizzati da Studio Urbano e promossi dal Comune di Brescia. Gli allestimenti permarranno anche la settimana seguente in omaggio alla tappa di arrivo del Giro d’Italia.

Con questo ricco programma l’Associazione Florovivaisti Bresciani, cui aderiscono oltre 160 aziende, si propone di dare nuovi significati ai luoghi storici della nostra città e creare occasioni di scambio tra i cittadini e i produttori florovivaistici.

Per maggiori informazioni che riguardano gli eventi e le manifestazioni organizzati dall’Associazione Florovivaisti Bresciani potete visitare il sito internet: www.florovivaistibs.it oppure telefonare al numero 030 3534008. Ricordo inoltre che è nata la pagina “Eventi Verdi Bresciani” su Facebook, dove potrete essere sempre aggiornati riguardo le news e gli eventi dedicati al verde.

Andrea Mazza
Ufficio Stampa

Associazione Florovivaisti Bresciani
www.florovivaistibs.it
info@andreamazza.com Tel 339 1351913

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LA FATTORIA DIDATTICA: L’ALBERO DI MARTA

21 maggio 2010

La fattoria didattica

L’Albero di Marta

di Ilaria Pella

L’albero di Marta, é una realtà agrituristica nata nel 1994 allo scopo di avvicinare i bambini alla vita in campagna ed educarli alla conoscenza e al rispetto dell’ambiente naturale e rurale.

E’ un’azienda biologica dell’AIAB (associazione italiana agricoltura biologica) e produce olio, cereali e miele.

E’ situata su un territorio di 12 ettari coltivato a seminativo, oliveto e frutteto e fa parte di un ampio comprensorio “La Perazzeta”, area ancora a carattere tipicamente agricolo e che rappresenta una delle zone meno compromesse dal punto di vista paesaggistico dell’intero territorio del Comune di Formello ( Roma ).

L’idea alla base di quest’azienda è quella di promuovere una corretta educazione ambientale basata su un giusto equilibrio del rapporto uomo-ambiente. In questo senso la campagna è intesa come ambito di produzione agricola biologica e quindi di collaborazione e rispetto con l’uomo, offre un laboratorio ineguagliabile di spunti didattici e culturali in grado di avvicinare i bambini alla natura e per conseguenza la natura ai bambini. L’intenzione è quella di avvicinare i bambini alle attività agricole e al mondo rurale, cioè ad una cultura contadina, ad una vita dove uomo e natura sono strettamente complementari e legati da un legame indissolubile.

L’albero di Marta educa i bambini alla consapevolezza della natura come componente fondamentale della vita dell’uomo e conseguentemente vuole abituarli a farne parte in maniera responsabile.

Le iniziative organizzate da questa fattoria didattica hanno come obiettivo quello di mostrare ai più piccoli che la natura è ciclica e i prodotti che la terra ci offre sono stagionali e, attraverso il gioco, viene spiegata la lavorazione del frutto dalla semina alla raccolta, al trattamento fino al prodotto finito. Si risale all’origine di ogni prodotto e si spiega tutto il percorso che un prodotto deve compiere prima di arrivare sulle nostre tavole: dalla piantagione agli attrezzi indispensabili per la sua trasformazione. I più piccoli, soprattutto i bambini che vivono in città non conoscono la provenienza degli alimenti anche perché sono abituati a vedere il cibo già confezionato così come mamma e papà la comprano al supermercato. La riscoperta di ciò che consumiamo è il centro della teoria didattica di questa fattoria. L’esperienza tattile attraverso il gioco e quella visiva divertono e motivano verso una conoscenza consapevole.

Che si fa nella fattoria didattica L’albero di Marta?

La giornata tipo in fattoria prevede una parte iniziale dove i bambini scoprono la trasformazione della pianta, il suo ciclo vitale e le cure necessarie perché cresca bene e fornisca un buon prodotto finale. A questa fase teorica seguirà una parte pratica in cui i bambini faranno direttamente ciò che normalmente fa il contadino. Con questo gioco i bambini potranno capire due dei fondamenti dell’agricoltura biologica, cioè il rispetto della natura attraverso l’assecondamento dei suoi ritmi e l’esclusione dell’uso di prodotti chimici. Prima conseguenza sarà la scoperta che i frutti sono stagionali.

Attraverso i bambini si spera che il messaggio sia veicolato alle famiglie per migliorare il collegamento tra il settore agricolo e il consumo di prodotti buoni e sani sviluppando un rapporto più diretto fra agricoltori e consumatori, oggi ancora difficile. L’obiettivo finale è mostrare il legame che unisce i comportamenti e le azioni di tutti i giorni, come l’alimentazione, con il rispetto ambientale.

LE  PROPOSTE

DELLA FATTORIA DIDATTICA L’ALBERO DI MARTA

Dall’uva..al vino ( ottobre)

La visita prevede la raccolta e la spremitura dell’uva da parte dei bambini e la visita ad una cantina artigianale con la presentazione degli attrezzi e delle diverse fasi di preparazione del vino.

Dalle olive… all’olio ( novembre )

La giornata prevede la raccolta delle olive, la loro pulitura e una visita ad un frantoio dove le olive raccolte diventeranno olio.

E’ primavera …pensiamo all’orto (marzo)

In questa gita si accenna a come nasce e si sviluppa una pianta attraverso semplici esempi visivi e piccoli giochi pratici. Si passa poi alla preparazione del terreno e quindi alla semina vera e propria.

Dal chicco di grano … al pane ( aprile, maggio,giugno )

Dopo una breve lezione pratica sulla coltivazione del grano e dei cereali i bambini faranno il pane e lo cuoceranno in un forno a legna.

Nella pausa della lievitazione scopriremo il mondo delle api ed assaggeremo i loro prodotti.

Le giornate partono dalle 10.00 della mattina e si concludono alle 15.00 con il pranzo al sacco di solito fornito dalla scuola.

scuola proposta

LA FRAGOLA BIO

21 maggio 2010

La fragola bio

di Ilaria Pella

La fragola, frutto dal colore rosso lucente, ha il manto tappezzato di piccoli semini e la sua polpa, che può variare di colore da bianca a leggermente rosata, ha un sapore estremamente dolce.

Ha origine molto antiche, già Plinio ricordava che quella di bosco era chiamata “Fragaria vesca” per la sua morbida consistenza, nell’antica Roma veniva considerata afrodisiaca e aveva un posto d’onore nelle celebrazioni in onore di Adone perché identificava le lacrime versata da Venere sulla sua tomba. Durante il corso dei secoli è sempre stata considerata un frutto prelibato tanto che anche nel Medioevo cominciò ad essere chiamata “frutto del cuore” perché si riteneva fosse capace di placare i problemi di cuore; Shakespeare la definì il “cibo da fate”. La sua estrema dolcezza unita alle dimensioni piuttosto ridotte hanno fatto sì che rappresentasse simbolicamente la dolcezza, l’infanzia e la bontà.

Oggi viene coltivata quasi in tutto il mondo, alcune specie crescono spontaneamente soprattutto nei boschi. C’è una distinzione tra i due tipi principali: quella di campo, a frutto piccolo, è ideale per preparare macedonia e conserve, quella di bosco, che ormai è anch’essa coltivata, ha una maggiore consistenza e anche una più lunga durata di conservazione. Purtroppo a tutti gli aspetti positivi se ne accompagna uno negativo: la conservazione, è, infatti, uno dei frutti più difficili da conservare e tende spesso ad ammuffire e marcire entro breve tempo.

Questa piccola dolcezza che la natura ci offre ormai la ritroviamo nei banconi dei supermercati anche durante i periodi invernali, nonostante abbia bisogno di un clima mite per svilupparsi; questo significa che la coltivazione non è prettamente naturale, ma ricorre all’aiuto di prodotti sintetici o chimici.

La fragola coltivata in maniera biologica non subisce alcun tipo di forzatura, anzi viene coltivata seguendo il sistema della rotazione per dare la possibilità al terreno di rigenerarsi nei suoi composti naturali, predilige climi temperati e terreni a medio impasto e ricchi di sostanze organiche, a bassa salinità e moderatamente acidi, si adatta inoltre a anche ai terreni argillosi ed è possibile piantarla anche nei vasi del vostro terrazzo o balcone.

Di questo frutto sono note diverse proprietà nutritive e la vitamina C che rafforza le difese naturali dell’organismo. Ha proprietà anche diuretiche grazie alla forte presenza di potassio, ma, in soggetti predisposti, può causare allergie o orticarie. E’ ricca di calcio, ferro, fosforo e fibre alimentari che favoriscono la sensazione di pienezza dello stomaco. Il sapore è caratterizzato da diversi acidi tra cui l’acido salicilico che è anche un principio attivo dell’aspirina.

La coltivazione biologica è garantita in primo luogo da metodi agronomici a carattere preventivo che permettono di mantenere la coltura in uno stato fitosanitario ottimale, problematiche derivanti da serre, irrigazione, gestione degli spazi naturali, muffe dei frutti, afidi e ragnetto rosso sono tenuti costantemente sotto controllo e monitorati perché più che curare il frutto, vengono evitati i problemi preventivamente. Le fragole prodotte con metodo biologico, cioè seguendo le nostre tradizioni contadine, non subiscono alcun trattamento chimico e la concimazione della terra viene fatta solo con prodotti organici.

La fragola biologica ha un sapore più intenso e puro e, oltre che mangiare i suoi frutti crudi o usarli per i dolci, si possono ricavare delle ottime conserve. Le foglioline fresche possono essere utilizzate anche per insalate, zuppe, risotti o, essiccate, per un tè dall’aroma dolcissimo.

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PASSEGGIATA DELLE ERBE

20 maggio 2010


La cucina delle erbe spontanee nella tradizione della tuscia romana

SABATO 22 MAGGIO


Il Country Relais I Due Laghi in collaborazione con l’associazione Slow Food e con l’aiuto di Sandra Ianni, fiduciaria della Condotta di Bracciano, hanno organizzato una bella passeggiata in compagnia di un esperto delle erbe che attraverso delle spiegazioni insegnerà a riconoscere lquelle spontanee, illustrandone le caratteristiche gastronomiche e curative.

L’appuntamento è al Country Relais I Due Laghi, in località Le Cerque, Anguillara Sabazia. La passeggiata di circa 6 km su un misto di strada bianca e campagna, la durata circa tre ore, e il percorso è semplice.

Dopo la passeggiata alle 13:00 nel ristorante La Posta de’ Cavalieri del Country Relais, ci sarà il pranzo degustazione dove oltre alle erbe incontrate, si assaggeranno i prodotti biologici della tenuta agricola de I Due Laghi.

Menù del pranzo:


  • Insalatina di tarassaco e asparagi in salsa all’aceto di mele
  • Acquacotta della Tradizione
  • Risotto alle Ortiche
  • Crocchette di ricotta di capra con borragine e cicoria di campo
  • Semifreddo alle Fragole

Per ulteriori info: Country Relais I Due Laghi

vacanze

LE NOCI LAVANTI: UN BIO-DETERSIVO DAI MILLE USI

12 maggio 2010

LE NOCI LAVANTI:

UN BIO-DETERSIVO

DAI MILLE USI

di Chiara Di Mizio

Ipoallergeniche, economiche, utili anche come anticalcare naturale per la lavatrice: le noci lavanti o “lavanoci” sono un bio-detersivo multiuso e perfettamente in armonia con la natura. Le lavanoci, infatti, permettono un grande risparmio rispetto ai classici detersivi per il bucato, sono un antimicrobico naturale e un’ottima soluzione anche per le pelli sensibili e per lavare i vestiti dei bambini.

La noce lavante è il frutto del Sapindus Mukorossi, una pianta originaria delle Indie del Sud, diffusa in tutta l’India e nel Nepal. La saponina prodotta dalla pianta serve da protezione contro i vari parassiti ed è presente, in forma concentrata, nei gusci delle noci. Immediatamente dopo il raccolto, l’interno della noce viene estratto ed i gusci vengono essiccati: il 15% del guscio è costituito da saponina altamente concentrata, ed è proprio questa la sostanza che possiede le eccellenti proprietà detergenti. La coltivazione del Sapindus Mukorossi avviene in completa armonia con la natura: la pianta, infatti, produce i primi frutti dopo circa nove anni di crescita e continua a produrli per 90 anni.

L’azione delle noci lavanti è efficace e semplice: la saponina contenuta nel guscio, sciogliendosi nell’acqua, sviluppa il suo potere detergente, disinfettante ed antibatterico. L’industria si serve di questa sostanza da lunghissimo tempo per la produzione di vari saponi e detersivi: i prodotti finali, però, oltre alla saponina, contengono numerose sostanze chimiche, che non solo hanno un’importanza marginale per la forza detergente, ma risultano anche nocive per l’uomo e per l’ambiente. L’utilizzo diretto della noce stessa, senza alterazioni chimiche, è la soluzione migliore per un vero bio-bucato.

Le lavanoci si usano direttamente in lavatrice: inserendo i gusci dentro ad un sacchetto di stoffa, a lavaggio ultimato si potrà estrarre il sacchetto senza dovere recuperare i gusci uno per uno. A seconda della quantità di biancheria, bisogna inserire 4 – 8 lavanoci in un sacchetto di stoffa o anche in un calzino, annodarlo e metterlo direttamente nel tamburo della lavatrice. Le lavanoci sono efficaci a tutte le temperature (30 – 90°) e su tutti i tipi di tessuti, dal cotone alla seta.

Le lavanoci, da sole, sono più che sufficienti per ottenere un bucato di qualità pari a quello dei detersivi tradizionali. Chi vuole un bucato ultra bianco potrà aggiungere alle noci un cucchiaino di lievito in polvere o di bicarbonato, o mettere nel sacchetto qualche tronchetto di ceramica bianca. Le lavanoci sono inodori: per ottenere una profumazione del bucato basta aggiungere qualche goccia di olio essenziale al sacchettino, impregnandolo con qualche goccia di lavanda, rosa, arancia o citronella, ottenendo risultati delicati e naturali.

Le lavanoci possono essere usate come minimo due volte, in caso di acqua poco dura e di basse temperature anche una terza volta. Una confezione di lavanoci da 1 kg durerà circa un anno, calcolando dai due ai tre lavaggi settimanali.

E il grande bio-potenziale non finisce qui: dopo averle usate 3 volte, è possibile buttare le lavanoci nelle piante, dell’orto o del balcone, dato l’ottimo potere concimante. Inoltre, i gusci vengono usati anche per la cura degli elefanti sacri e la noce stessa trova impiego nella medicina Ayurvedica.

Le lavanoci hanno preziosissime proprietà non solo nel lavaggio dei tessuti, ma anche nell’igiene personale e come detergente universale per tutte le esigenze: soprattutto le persone allergiche o affette da altre dermatopatologie traggono il massimo beneficio da questo bio-prodotto. Il decotto delle lavanoci, infatti, è un ottimo shampoo antiforfora e dona lucentezza e vitalità ai capelli, rendendoli per di più docili alla pettinatura ed impedendo che ritornino grassi entro breve tempo. È lo shampoo ideale per chi soffra di allergie oppure abbia problemi di cuoio capelluto. Inoltre, con il decotto delle lavanoci è possibile pulire e disinfettare le stoviglie e qualsiasi superficie lavabile, dal bagno alla macchina, proteggendo inoltre la pelle delle mani.

beauty prodotti

IL FUTURO ECOSOSTENIBILE: LA BIOEDILIZIA

10 maggio 2010

IL FUTURO ECOSOSTENIBILE:

LA BIOEDILIZIA

di Ilaria Pella

Salute e bio (quest’ultimo inteso come vita) sono due concetti strettamente collegati tra loro e l’edificio nel quale abitiamo dovrebbe essere il primo elemento in grado di soddisfare l’esigenza dello stare bene. Prendere in considerazione la salute della propria persona a partire dalla sua abitazione significa rispettare se stessi ma anche l’ambiente che ci circonda e l’intero pianeta.

L’edilizia tradizionale viene ormai considerata superata, sia nei materiali utilizzati, scadenti e tossici, sia nei sistemi costruttivi. Attualmente i materiali impiegati non sono esattamente quelli che crediamo che siano, abbiamo infatti legno fatto di plastica, mattoni che non contengono argilla e pietre fatte di resina. Quelli a basso costo hanno, invece, un prezzo ben più alto: influiscono negativamente sul nostro modo di vivere, sulla nostra salute e, inquinano l’ambiente.

Oggi, per fortuna, si sta sviluppando un forte interesse ad approfondire le conoscenze in questo campo, conoscenze orientate anche verso la ricerca di una maggiore sicurezza. Contro il cemento e il mattone costruiti con scorie tossiche e cancerogene nasce la bioedilizia, ovvero l’edilizia delle case costruite con materiali forniti esclusivamente dalla natura: legno, sugheri, gesso, roccia e altri ancora. Gli impregnanti possono essere di natura minerale e le vernici ad acqua e così via. C’è una soluzione ecologica a tutto perché la natura ha equipaggiato il pianeta di materiali resistenti, solidi e duraturi, ma sopratutto non nocivi alla salute dell’uomo. In natura sono presenti, infatti, dei materiali bio compatibili, ecologici e sostenibili e quasi sempre scopriamo che il loro uso porta a soluzioni tecnicamente migliori per le diverse esigenze costruttive. Il tetto, le pareti, il pavimento della nostra abitazione devono essere isolati termicamente e scelti in modo da soddisfare esigenze di compatibilità che permettano di recuperare e rigenerare risorse naturali che altrimenti andrebbero disperse. Ad esempio, non tutti sanno che è possibile raccogliere l’acqua piovana per poi reimpiegarla per l’irrigazione del giardino, il lavaggio dell’auto o altro ancora, senza dover sprecare la preziosa acqua potabile.

Le sostanze nemiche della salute usate in questo ambito sono numerose e spesso producono sintomi generici: indebolimento delle difese immunitarie, disturbi alle vie respiratorie, infiammazioni agli occhi, sino all’invecchiamento precoce delle cellule. La bioedilizia serve a prevenire questi danni ripristinando un rapporto fondamentale tra natura ed essere umano anche attraverso l’intervento costruttivo. L’edificio non deve essere necessariamente immobile, va considerato come vivo e parte integrante della natura nella quale si deve inserire in maniera non invasiva, consentendo a chi vive al suo interno di creare un equilibrio naturale che nei secoli ha regolamentato il rapporto tra individuo e ecosistema che lo circonda.

Una casa costruita secondo i principi della bioedilizia non significa solo che è costruita con materiali naturali, ma anche che utilizza energie rinnovabili evitando gli sprechi e rispettando l’ambiente. Anche durante la creazione dell’abitazione il consumo di energia primaria è decisamente significativo nella valutazione ecologica. Prevenire consumi e indirizzarli verso una variante ecologica è assolutamente salutare per poter perseguire il nostro benessere e quello dell’intero ecosistema mondo.

vivere bio

CONDIVIDI IL TUO ATELIER CON eGo

6 maggio 2010

CONDIVIDI IL TUO ATELIER CON eGo

di Ilaria Pella

Nato per le fashion victim, ma anche per tutte quelle persone che desiderano cambiarsi ogni giorno e avere un look diverso, si chiama eGo, ovvero Ecologico Guardaroba Organizzato, è un sistema organizzato che permette di far risparmiare tempo e denaro rimanendo al passo con le mode pur nel rispetto dell’ambiente.

L’ idea parte da un’azienda di Brescia che mette a disposizione di tutte le proprie iscritte 365 abiti l’anno, uno per ogni giorno della settimana, al prezzo di 86 euro al mese. Il servizio funziona così: le iscritte prendono visione delle collezioni e scelgono quella che più si addice a loro, l’atelier crea due collezioni all’anno, una per l’autunno e l’inverno e una per la primavera e l’estate, ognuna sulla base di otto stili differenti (etnico, classico, diva, dandy, casual, romantico, sport e tecnico) e per le taglie dalla 40 alla 48.

La cliente ritirerà sette capi, uno per giorno della settimana e li potrà indossare comodamente come e quando preferisce senza doversi preoccupare di lavarli o stirarli. Questo perché al termine della settimana, la cliente riporrà gli abiti nell’apposita busta e li riporterà in atelier; potrà quindi scegliere altri sette abiti e portarli di nuovo a casa. EGo assicura di seguire il capo in tutto il suo percorso: dal bozzetto al modello, dallo sviluppo taglie al confezionamento, dalla distribuzione negli atelier allo smaltimento a fine stagione. I capi di eGo vengono lavati da lavanderie affiliate e garantite così che ogni abito portato a casa è pulito e igienizzato. Il costo effettivo suddiviso per i trenta giorni di un mese ha valore giornaliero di nemmeno 4 euro, bisogna però valutare che con questo sistema si evitano tutta una serie di spese come quelle della lavanderia. Per ora questo servizio è offerto solo a Brescia e a Milano, ma la possibilità di franchising porterà presto questo sistema anche nel resto dell’Italia.

La volontà di gestire un guardaroba in maniera sostenibile è oramai indispensabile per chi desidera stare al passo con le mode e al tempo stesso non inquinare l’ambiente evitando gli sprechi inutili. La base di questo progetto prevede di essere più responsabili e sensibili verso il pianeta e anche verso le altre persone generando un sistema che potrebbe essere alla base di una nuova società culturalmente responsabile attraverso una economia dell’eco sostenibilità. Modificare le nostre abitudini ed i nostri pregiudizi verso una consapevole cultura economica permette di passare da un era basata sul consumismo ad una basata sulla condivisione. In questi anni tutto il sistema economico dell’abbigliamento ha raggiunto livelli di estremo consumismo e il concetto di possesso è stato amplificato all’ennesima potenza; attraverso il sistema eGo la collettività e la condivisone diventano I punti cardine di una nuova società.

Per info: www.ecologicoguardarobaorganizzato.it

moda

LA BIO-PASSEGGIATA NELLA TENUTA DUE LAGHI

30 aprile 2010

LA BIO-PASSEGGIATA
NELLA TENUTA DUE LAGHI

di Ilaria Pella


Il Country Relais I Due Laghi non è solo una semplice tenuta di campagna, ma una vera e propria meta turistica ambita e molto interessante, situata tra il lago di Bracciano e quello del Martignano.

Al suo interno troviamo un vero e proprio allevamento biologico con circa 400 cavalli, vacche maremmane, capre maltesi e siciliane e pecore. Tutti questi animali riforniscono di carni e formaggi l’ottimo ristorante La Posta De’ Cavalieri situato all’interno della tenuta. Il ristorante propone una sana e genuina cucina del territorio, esaltando i prodotti aziendali che vengono anche venduti all’esterno.

In questa cornice viene organizzata un’iniziativa molto intrigante: La Bio-Passeggiata con vista. La passeggiata è di circa 3.5 km., tra andata e ritorno sono circa 7.0 km. Il dislivello è di 70 mt. Tutto il tragitto è su strada bianca, un percorso facile, estremamente panoramico e suggestivo ed è consigliato indossare delle scarpe comode.

Il tragitto è così realizzato: si esce dal Country Relais I Due Laghi percorrendo il viale tra due filari di tigli (600 mt.) e si gira a destra lungo la Via di Polline. Questo toponimo deriva dal nome di Rutilia Polla, matrona romana, che nel 2 D.C. costruì la sua villa, appunto ‘’angularia-ad angolo’’ , sul promontorio di Anguillara Sabazia. Lungo questa strada, sul lato sinistro, sotto le alte siepi, si nasconde il basolato romano. La strada infatti era un diverticolo che collegava le varie Villae Rusticae che sorgevano nella zona ; e che, probabilmente, metteva in comunicazione la Via Cassia (II sec. A.C.) con la Via Clodia (III sec. A.C.). ; e, forse, si allungava fino al mare di Alsium, porto Romano allora, corrispondente all’attuale Palo Laziale.

Dopo circa 1200 mt si svolta a destra e si percorre una breve salita (200 mt), dalla sommità della quale si gode un panorama che spazia su tutto il lago di Bracciano, eccetto il borgo di Trevignano Romano, verso Nord, che timidamente si nasconde dietro le erbose propaggini dei Monti di Santa Caterina. Visibile, verso Ovest, il borgo di Bracciano e sulla sua destra il Castello Orsini Odescalchi (XV sec.) ; arrampicata sui colli che lo sovrastano, Manziana ; con il cielo che fa da sfondo, le frastagliate creste dei Monti della Tolfa ; guardando verso Ovest, in basso, il promontorio di Anguillara Sabazia ; alle spalle di chi guarda c’è Roma. La vista spazia sui pascoli della Tenuta, i cavalli, le vacche maremmane, le pecore, le capre.

Si percorre ancora la strada bianca per circa 1200 mt e sulla sinistra si scorge lo stabulario dell’ allevamento di duecento capre maltesi-siciliane, con sala mungitura e caseificio annessi, nel quale vengono prodotti i formaggi caprini : ricotta, primo fiore, primo sale, speziati, la robiola Amaltea. Lo si può visitare.

Poco più avanti, circa 500 mt, nel punto in cui il crinale dell’ex vulcano è più basso, si scorge il lago di Martignano. Ed è anche il punto dal quale si vedono contemporaneamente i due laghi.

eventi bio

FLORACULT : NATURA E’ CULTURA

28 aprile 2010

FLORACULT : NATURA E’ CULTURA

14, 15, 16 maggio 2010

I Casali del Pino – Via Giacomo Andreassi n. 30 – Località La Storta, Roma

di Ilaria Pella


title=”panoramica_casali_del_pino_FLORACULT” src=”http://www.bio-turismo.it/wp-content/uploads/2010/04/panoramica_casali_del_pino_FLORACULT2-1024×353.jpg” alt=”" width=”1024″ height=”353″ />

Si chiama Floracult la prima edizione della mostra mercato florovivaistica organizzata da Ilaria Venturini Fendi e curata da Antonella Fornai, esperta di giardini. L’evento è organizzato nella splendida cornice della tenuta I Casali del Pino, posta all’interno del parco di Veio e convertita recentemente al biologico dalla stessa Ilaria Venturini Fendi.

Patrocinata dal Comune di Roma, Ministero dell’Ambiente, Parco di Veio, Provincia di Roma, Camera di Commercio di Roma, Regione Lazio e Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio, Lifegate Impatto Zero, questa manifestazione sarà ad impatto zero: le emissioni di Co2 generate sono state compensate con la creazione di nuove foreste.

L’azienda agricola biologica I Casali del Pino si estende per circa 174 ettari nella campagna alle porte di Roma, proprio dentro la famosa oasi naturale del Parco del Veio.

Obiettivo di Floracult è contribuire a riportare la natura al centro della cultura attraverso un processo di integrazione di cui oggi è impensabile poterne fare a meno, poichè nel contesto in cui viviamo, fatto di degrado urbano e emergenza ambientale, la cultura del verde è il linguaggio universale che può coinvolgere tutti a partire anche dallo spazio ristretto del terrazzo della propria casa.

L’evento vedrà la partecipazione di esperti florovivaisti che proporranno e stimoleranno la diffusione e lo sviluppo della conoscenza e dell’uso di piante adatte ad essere coltivate nei nostri giardini e balconi. Gli esperti daranno consulenze gratuite sia per la coltivazione che per la cura delle malattie delle piante.

Floracult ospiterà un’esposizione e vendita di collezioni di piante insolite o rare: piante tropicali, erbacee perenni e graminacee, ortensie, glicini sempreverdi, piante curiose da orto, bamboo insoliti e molte altre. Un’attenzione particolare va all’allestimento di un giardino acquatico con piante particolari e carpe Koi direttamente dal Giappone e I cioccolatini fiorentini all’Iris vermiglio.

Tra le volontà di questo evento c’è quella di inserire la città di Roma all’interno di un circuito delle più prestigiose mostre mercato nazionali ed internazionall dedicate al verde amatoriale.

Per info: www.floracult.com

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IL GUSTO E LA QUALITA’ CERTIFICATI NEI FORMAGGI BIO

28 aprile 2010

Il gusto e la qualità certificati nei formaggi bio

di Ilaria Pella

Molli, stagionati, freschi, con le erbe aromatiche e con la muffa, i formaggi sono un cibo sempre delizioso e, se biologici, sono garanzia di qualità e gusto perché preparati attraverso metodi di allevamento certificati e nel rispetto dell’ambiente.

L’origine biologica del prodotto crea la vera differenza: il latte utilizzato per formare il formaggio è proveniente da allevamenti biologicamente controllati, è di qualità decisamente superiore poiché gli animali vengono nutriti con foraggi provenienti dall’agricoltura biologica e con mangimi bio che non contengono farmaci e gli animali vengono curati fitoterapicamente (solo con materiali vegetali) o con metodi omeopatici (erbe e sostanze presenti in natura). Diversamente, quelli degli allevamenti tradizionali vengono nutriti con mangimi di origine animale integrati con componenti chimiche.

L’aspetto più importante di un formaggio bio è l’assenza completa di residui di pesticidi o di farmaci utilizzati abitualmente nell’allevamento. Infatti, il rischio che gli animali ingeriscano, attraverso i mangimi, prodotti chimici è sempre molto elevato, mentre se vengono nutriti solo con prodotti dell’agricoltura biologica non si corre alcun pericolo. Anche il processo di preparazione è importante: i formaggi preparati convenzionalmente vengono sottoposti ad una serie di trattamenti per prevenire la formazione di muffa o di fermentazioni anomale. Tali trattamenti comportano l’uso di additivi chimici come il sorbato di potassio, altamente cancerogeno, e di circa una trentina di tipologie di coloranti, vietati nei bio.

Il contenuto nutrizionale dei formaggi è davvero elevato, specie per quanto riguarda il calcio e le proteine. Queste ultime sono più elevate se si tratta di un prodotto biologico. Sfortunatamente tutti i formaggi hanno un’alta concentrazione di grassi saturi.

Ad esempio, il parmigiano reggiano apporta ben 28.1 grammi di grassi per un etto di prodotto. Di solito non si scende mai al di sotto del 20%.
Ciò spiega perché siano alimenti fortemente sconsigliati in regimi dietetici dimagranti o in presenza di dislipidemie (alterazioni della percentuale di grassi o lipidi normalmente presenti nel sangue).

Altra caratteristica dei formaggi bio è che sono prodotti solo con “latte crudo”, non trattato termicamente, come nella millenaria tradizione della pastorizia, e nel rispetto di particolari norme igieniche della stalla, degli ambienti e degli strumenti di lavorazione. Il risultato: un latte più ricco di proteine e vitamine rispetto a quello pastorizzato, quindi nutrizionalmente più completo, ma anche più saporito e in grado di garantire al palato una varietà di aromi e gusti più ampia.

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RISOTTO RADICCHIO ROSSO E TALEGGIO BIO

27 aprile 2010

RISOTTO AL RADICCHIO ROSSO E TALEGGIO BIO (primo)

Un primo piatto raffinato e gustoso che abbinato ad un buon vino rosso può anche essere portata unica di un pasto. Piatto tipico della cucina italiana è facile da creare e ha come caratteristica principale l’unione di due sapori così diversi come l’amaro del radicchio e il dolce del taleggio.

Dosi per 2 persone:

  • 1 mazzo di radicchio rosso biologico
  • 60 gr. di taleggio fresco biologico
  • 1 lt di brodo vegetale
  • 1 noce di burro
  • 1 cipolla
  • 160 gr. di riso
  • 1/2 bicchiere di vino rosso
  • sale fino
  • pepe nero macinato

Preparazione: Pulire bene il radicchio e asciugarlo accuratamente, tagliarlo a striscioline sottili. Tagliare il formaggio fresco a cubetti. Tagliare la cipolla a striscie sottili. Scaldare in una pentola il brodo. In un’altra pentola far soffriggere olio e cipolla, quando quest’ultima è leggermente dorata aggiungere il radicchio rosso e far cuocere a fiamma bassa per 3 minuti sfumando il tutto col vino. Aggiungere il riso e due mestoli di brodo mano a mano che il riso si asciuga sempre mescolando il tutto. Il brodo va aggiunto fino alla fine della cottura del riso (dipende dal tipo di riso utilizzato). Infine, aggiungere il taleggio fresco e la noce di burro e mantecare il tutto per un minuto. Aggiungere una macinata di pepe nero e sale a piacimento.

Per una presentazione più graziosa si può servire decorando il piatto con qualche foglia di radicchio.

Ilaria Pella

cucina

BRUSCHETTE DI FORMAGGIO BIOLOGICO E NOCI (antipasto)

27 aprile 2010

BRUSCHETTE DI FORMAGGIO BIOLOGICO E NOCI

(antipasto)

Un antipasto sfizioso che mescola i sapori dei formaggi con il gusto particolare della frutta secca.

I formaggi dovrebbero provenire da allevamento biologico così da mantenere intatte le proprietà nutritive e il gusto originario.


Dosi per 2 persone:

  • pane per bruschette 4 fette;
  • gorgonzola 50g;
  • robiola fresca da allevamento biologico 50 gr;
  • formaggio tipico caprino da alle vamento biologico 50 gr;
  • noci 80 gr.



Preparazione: Tagliuzzare tutti i formaggi e riporli in una ciotola capiente, frullare il tutto fino a farli diventare una crema omogenea. Sbriciolare un pò dei gherigli di noce e mescolarli alla crema di formaggio. Spalmare la crema di formaggio così ottenuta su delle fette di pane apposite per bruschette e infornare per 5 minuti a 200 gradi solo per far dorare il tutto. Una volta sfornate le bruschette decorare con le noci non spezzettate a vostro piacimento.

Ilaria Pella

cucina

BIO BACCO

26 aprile 2010

BIO BACCO

di Ilaria Pella

E’ pensiero comune che il vino biologico sia una realtà impossibile da realizzare, cioè che non esista. Invece non è così! Questa celebre bevanda, come noto, deriva dalluva, una pianta così preziosa che, se coltivata con sistemi biologici, produce il frutto ideale per la creazione di un ottimo vino bio. I suoi benefici, se consumato in dosi moderate, sono molteplici e interessano la circolazione, il cuore, l’umore e l’appetito. Resta però da ricordare che i vini possono assorbire i prodotti con i quali vengono coltivate le vigne e irrorate le viti.

L’aspetto primario affinché un prodotto sia biologico è la corretta localizzazione, organizzazione e coltivazione dei vigneti al fine di ottenere uve di alta qualità che solo si crea una sorta di dialogo tra coltivatore e coltura e viene preso in considerazione l’intero ecosistema del vigneto. E’ naturale che iuna coltivazione di questo tipo comporti un maggior tempo e coinvolgimento, c’è, infatti, la necessità di osservare costantemente la coltura per gestire e preventivare gli interventi in caso di malattie della vite, riducendo così i rischi che questa pianta venga infettata e operando per la crescita di un prodotto qualitativamente superiore rispetto a quello disinfettato con pesticidi chimici. Le viti possono avere un’età media di di 30 anni e necessitano di cure costanti e una coltivazione molto attenta a non stravolgere il carattere originario dell’uva quale elemento base del prodotto finale.

Per una coltivazione biologica è senza dubbio necessario che gli ettari di vigneti non siano troppo estesi per evitare contagio di malattie della pianta e per facilitare il controllo e la gestione del campo. I metodi naturali con cui viene coltivato il vigneto dovrebbero essere esenti completamente di diserbanti. Ma è anche importante il metodo di raccolta: quello manuale ovviamente, che permette di conservare l’integrità del grappolo d’uva fino alla fase della lavorazione ed è meno invasivo rispetto a quello meccanico.

Questo sistema di produzione dà vita ad un prodotto che una volta imbottigliato conserverà gli aromi e i profumi che la terra naturalmente offre. La creazione di un vino biologico è il risultato di una lavorazione unita alla pazienza, al tempo e ad un contatto graduale e rispettoso dell’uomo con la natura in una combinazione che non può che essere definita armonica.

Ultimo punto da ricordare, ma non per questo meno importante, è che la maggior parte delle produzioni biologiche vengono sottoposte a severi controlli e certificazioni.

vini

Difendiamo la terra con la musica

22 aprile 2010

Difendiamo la terra con la musica

Il 22 aprile 2010 Roma ospiterà il più grande concerto italiano ad impatto zero, Nat Geo Music Live. Questo concerto è realizzato in occasione del quarantesimo anniversario dell’Earth Day, giornata di mobilitazione mondiale con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi ambientali e chiedere ai governi di adoperarsi per la tutela del pianeta.


Quaranta anni fa, nel 1970, venti milioni americani risposero ad un invito del Senatore del Winsconsin, Gaylord Nelson, per la salvaguardia dell’ecosistema, da allora le cose sono molto cambiate e oggi, proprio in questa giornata, sono 190 i paesi che aderiscono attraverso migliaia di iniziative a questa proposta coinvolgendo oltre mezzo miliardo di persone.

Nat Geo Music Live, giunto alla sua terza edizione, è un concerto ad impatto zero: l’anidride carbonica emessa dall’evento sarà compensata dalla creazione di aree verdi tra cui oltre 200 mila metri quadrati di nuove foreste in Madagascar.

Il successo delle scorse edizioni è stato enorme, la prima nel 2008 in Piazza del Campidoglio a Roma si sono esibiti sul palco Vinicio Capossela, Cesaria Evora e i Sud Sound System e l’anno seguente in Piazza del Popolo hanno scuonato Ben Harper e i Subsonica. Quest’anno al Circo Massimo ci saranno artisti di grande livello come Pino Daniele, i Morcheeba e in seconda serata la night session con le sonorità, mixate da uno dei dj più bravi del panorama nazionale Claudio Coccoluto, accompagnerà le immagini della natura selezionate da National Geographic e adattate dal visual artist Ddg Crew. Sul palco si esibiranno anche altri artisti, tra cui Rokia Traorè, cantante malese che fonde le sonorità jazz con quelle delle tradizioni africane.

Tra i partner istituzionali dell’evento figurano il Ministero della Gioventù, l’Assessorato all’Ambiente del Comune di Roma e PromoromaAzienda Speciale della Camera di Commercio di Roma.

Il concerto sarà trasmesso in diretta sul canale 710 si Sky e sugli altri 17 canali Nat Geo Music presenti in Europa ed Asia, sui canali National Geographic Channel e in diretta radiofonica su Life Gate Radio.

Ilaria Pella

musica ,

Bacco e Venere: l’uva al servizio della bellezza

21 aprile 2010

Bacco e Venere:

l’uva al servizio della bellezza

di Chiara Di Mizio

La vite e l’uva hanno sempre ricevuto dall’uomo la più grande venerazione: Dionisio per i Greci e Bacco per i Romani ne sono la testimonianza. Coltivabile in qualsiasi terreno, purché ben drenato e fresco, la vitis vinifera dà origine a un numero elevatissimo di uve che, in base alla loro utilizzazione, sono distinte in uve da tavola, uve da vino e uve da essiccare.

Oggi la scienza riconosce le grandi virtù nutrizionali, terapeutiche e cosmetiche della vite e dei suoi frutti: l’uva è dissetante e rinfrescante, ha un elevato valore dietetico, è utile per cure depurative e ricostituenti. Il vino, oltre a essere un’ottima bevanda, grazie ai suoi principi attivi si trasforma in un grande alleato della pelle: i prodotti che contengono uva ed estratti di vino, infatti, sono dei perfetti antirughe e rendono l’epidermide vellutata, rassodata e luminosa.


L’uva nella cosmetica è ricca di virtù usando ogni piccola parte del frutto: polpa, semi, succo e foglie.

Il mosto d’uva rallenta l’invecchiamento cutaneo grazie al suo elevato potere antiossidante e inoltre protegge l’epidermide dalle aggressioni dei raggi UV; gli zuccheri dell’uva (glucosio e fruttosio) garantiscono un costante apporto di idratazione della cute.


Dalla polpa e dalla buccia dell’uva si ricava un tris di elementi anti-age (resveratrolo, picnogenolo e procianidoli) capace di contrastare i radicali liberi e stimolare la sintesi del collagene, favorendo così il ricambio cellulare.

I vinaccioli spremuti, invece, fanno ottenere un olio ricco di acidi grassi polinsaturi, che hanno notevoli proprietà emollienti e idratanti, ottimi anche per le pelli delicate e sensibili.


Gli estratti d’uva nutrono e idratano la pelle, levigano e esfoliano dolcemente (grazie agli idrossiacidi della frutta: acido tartarico, malico e citrico).

Per questi ottimi motivi, l’uva è al primo posto nella cosmetica naturale. In commercio uno dei marchi leader del campo è sicuramente Caudalie, famoso per le sue ricerche sulle sostanze attive dell’uva e per le sue scoperte rivoluzionarie.


Si parte dai detergenti per la pelle, come lo struccante trattante dolce, da usare mattino e sera con un batuffolo di cotone sulla pelle del viso e da sciacquare con acqua tiepida. Poi ci sono le creme per tutte le esigenze: le creme antietà, i fluidi idratanti o i sieri per la luminosità. Non manca neppure una sezione di prodotti per il corpo, tutti rigorosamente all’uva.

Anche Bottega Verde ha una linea all’uva, la “Uvage”: dagli acini d’uva provenienti da coltivazioni biologiche si ricavano un prezioso concentrato di zuccheri, impiegato anche in campo alimentare. Crema viso, latte, tonico, siero notturno e scrub mask sono i prodotti che compongono la linea “Uvage” per le pelli che vogliono riacquistare luminosità e compattezza.

Anche il marchio inglese Davi Skin offre alcuni prodotti all’uva: dal tonico alla crema idratante, l’azione dei polifenoli contenuti nell’uva è sempre molto efficace.

Per concludere, la “Linea Bacco Di… Vino” di Alchimia Natura offre una vastissima scelta di prodotti basati sulla vinoterapia: il vino rosso e gli estratti di vite ed uva nera dell’Appennino Modenese racchiudono preziosi nutrimenti, tra cui i polifenoli e le vitamine A, C ed E, importanti per le loro proprietà antiossidanti e vaso protettrici. Altro elemento preziosissimo contenuto nei prodotti a base di vino è il resveratrolo, una molecola capace di agire come radical scavenger, antiossidante in sinergia con le vitamine A, C, E, utile per calmare le infiammazioni della pelle, per stimolare la produzione di collagene, per rigenerare la pelle e proteggerla dalle radiazioni UV-B. La “Linea Bacco Di… Vino” associa l’elisir di lunga giovinezza a piccoli frutti succosi, quali mirtilli, ribes, melograno e rosa canina, per un pieno di vitalità e freschezza.


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Perugia: Festival internazionale del Giornalismo

21 aprile 2010

Perugia: Festival internazionale del Giornalismo

di Ilaria Pella

Nella splendida cornice umbra, più precisamente nella città di Perugia dal 21 al 25 aprile si terrà il Festival internazionale del Giornalismo. Giunto alla sua quarta edizione ospiterà i più illustri nomi del panorama giornalistico. Gli occhi di tutto il mondo dell’informazione saranno puntati sul capoluogo umbro dove si alterneranno nelle sale e nei teatri, con un programma da capogiro, oltre cento eventi e appuntamenti-dibattito.

Il tema principale è “Il futuro dell’informazione”, ma saranno affrontati anche altri delicatissimi argomenti quali il rapporto dei media con il potere, la satira politica, il giornalismo d’inchiesta, finanziario e di guerra.

Il futuro dei giornali e la svolta telematica degli stessi è una problematica epocale. Sarà messo in evidenza il momento particolarmente critico che vive oggi il giornalismo, saranno presentate le prospettive future della carta stampata e la dinamica svolta telematica che sta aprendo verso un’evoluzione epocale.

E’, infatti, un dato certo che la carta stampata sta subendo dei cambiamenti storici e probabilmente diventerà strumento d’informazione esclusivamente d’élite, sostituita ormai dal web. Questi cambiamenti porteranno inevitabilmente verso un modo decisamente nuovo di fare giornalismo: con una apertura maggiore verso un mondo nuovo, il mondo dell’web. Ovviamente il web è un universo immenso non limitato come quello della carta stampata e che richiede una attenzione maggiore in qualsiasi campo e verso ogni prospettiva possibile.

Ad organizzare il Festival è stata Arianna Ciccone, che ha pensato questo evento all’insegna di un coinvolgimento totalizzante del pubblico, giornalisti e non, nelle diverse iniziative e dibattiti. E’) Il primo Festival completamente 2.0 cioè ideato e realizzato totalmente attraverso il web. Altro grande merito della manifestazione è dato dal reclutamento di oltre 200 volontari, tra aspiranti e futuri giornalisti, che lavoreranno sfruttando un’ occasione d’indubbia rilevanza sia dal punto di vista dell’esperienza personale sia da quello della formazione.

Come dichiarato dalla stessa organizzatrice dell’evento “Perugia si promuove da sola”, un posto ideale dove realizzare un’iniziativa di questo calibro. E’ una città che ha in sé i segni delle principali tappe storiche dell’intero paese e che, con discrezione ed eleganza, mostra percorsi che testimoniano le tracce della dominazione di Romani, Ostrogoti e Longobardi; è culla di cultura e bellezze artistiche quali il Palazzo dei Priori, la Galleria Nazionale dell’Umbria, la bellissima Fontana Maggiore del 1278, l’Arco etrusco, la Porta Marzia, la chiesa di Sant’Angelo e le basiliche di San Pietro e di San Domenico; cornice ideale, quindi, per quest’avvenimento.

Tra i partecipanti al Festival i direttori italiani delle più importanti testate giornalistiche: Bianca Berlinguer del Tg3, Mario Calabresi della Stampa, Luigi Contu dell’Ansa, Concita De Gregorio dell’Unità, Ezio Mauro di Repubblica, Antonio Preziosi del Giornali Radio Rai e Radio 1 e Gianni Riotta del Sole 24 Ore. Fra gli ospiti interverrà anche Al Gore, ex vicepresidente Usa e premio Nobel per la pace. Sono 300 in totale i giornalisti invitati a partecipare a questa manifestazione che si è aperta martedì con una anteprima dal significato altamente simbolico: la collocazione a dimora nel giardino panoramico della città di una pianta di ulivo alla memoria di Peppino Impastato, giornalista siciliano morto nel 1978 per mano della mafia, pianta già segata a Bergamo da ignoti.


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IL BIO JEANS:LA MODA ECO SOSTENIBILE

21 aprile 2010

LA MODA ECO SOSTENIBILE: IL BIO JEANS

di Ilaria Pella

Non è più un segreto che la salute della persona e dell’ambiente parta principalmente dall’alimentazione e dai prodotti di cui ci nutriamo, certo è che non ci possiamo limitare a questo singolo aspetto perchè vivere in maniera equa e solidale non significa solamente consumare dei prodotti coltivati in maniera biologica ma significa principalmente avere uno stile di vita che rispetti l’ambiente in tutti i suoi aspetti valutando anche la possibilità di vestire indumenti che rispettino in primis la pelle e che siano anche realizzati al 100% con materiali naturali.

Il jeans ad esempio è uno degli indumenti più utilizzati al mondo e come tutti sappiamo non è di certo creato in maniera naturale, anzi ogni piccola componente di esso presenta elementi chimici che potrebbero essere evitati a partire dal bottone in alluminio fino ai coloranti chimici usati per i tessuti.

Ma a tutto questo ovviamente c’è una soluzione naturale: il bio jeans. E’ esattamente come un jeans normale, anzi sono inesistenti le differenze estetiche, ma il prodotto è composto al 100% di cotone biologico, colorato con sostanze naturali e creato con una lavorazione equa nel rispetto dell’ambiente senza scarti di sostanze chimiche o nocive alla natura secondo criteri solidali. Anche un marchio, forse il più famoso tra i produttori di jeans, come la Levi’s ha creato la linea di eco jeans, che si rivolge ad un consumatore responsabile che porta attenzione al processo di produzione del capo e che non vuole rinunciare all’assoluta qualità, ma anzi la pretende soddisfando le sue esigenze e rispettando la salute propria e della terra. Ma oramai sulla linea di questa grande casa di produzione anche altri importanti marchi di moda stanno sponsorizzando i loro bio jeans.

Anche la moda diventa così ecologica e aiuta l’ambiente, a partire dai coloranti utilizzati per i jeans che possono essere derivanti da polvere di pianta di indaco e slavati con pietra pomice tutti questi sono elementi completamente naturali.
Il concetto alla base del prodotto è quello di combinare le teorie naturali delle coltivazioni biologiche con le nuove tendenze del fashion valorizzando i nuovi deisign della moda.

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LA COSMESI DEL BENESSERE

21 aprile 2010

LA COSMESI DEL BENESSERE

di Ilaria Pella

Attualmente sono moltissime le persone che acquistano prodotti e servizi dedicati al benessere, quello che viene definito col termine inglese wellness. Associare le tecniche e i prodotti del benessere con la naturazza è un processo che dovrebbe essere basilare, ma purtroppo non sempre è così.

Non tutti i prodotti sono esattamente o completamente naturali, molti per raggiungere risultati immediati o migliori utilizzano elementi creati in laboratorio e non prettamente biologici. Il Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici (CCPB) ha elaborato un documento unico in cui normalizza il settore cosmetico conformandolo attraverso dei principi secondo il regolamento CEE, perchè per essere definiti biologici questi prodotti devono necessariamente essere certificati secondo regolamenti comunitari internazionali e quindi sottoporsi al controllo di un ente autorizzato al fine di poter trovare sulle etichette di un prodotto quando esso è completamente composto da elementi naturali oppure quando al suo interno solo qualche elemento è naturale.. Imponendo ai primi di contenere almeno il 95% di ingredienti derivanti da agricoltura biologica. Nel secondo caso invece vige una condizione per cui il cosmetico non può contenere il medesimo composto sia in forma biologica che in forma convenzionale. Nell’etichetta inoltre deve essere sempre riportato l’ente che ha eseguito il controllo e la certificazione il codice di autorizzazione alla stampa.

Le componenti che differenziano i cosmetici biologici da quelli consueti sono i composti naturali come fitoestratti, acque floreali provenienti dalla distillazione delle piante aromatiche, oli vegetali e oli essenziali, questi ultimi nella loro molecola base sono i più efficaci nella penetrazione in profondità nell’epidermide assicurando un perfetto assorbimento del prodotto. I cosmetici tradizionali spesso contengono sostanze non solo poco benefiche ma addirittura dannose o cancerogene, prime fra tutti i coloranti, di origine sintetica o conservanti che rilasciano formaldeide, un potente battericida inquinante.

L’uso dei prodotti biologici vuole prima di tutto responsabilizzare il cliente ad un manufatto più sano ma anche verso un ritorno al tradizionale e verso uno sviluppo sostenibile. I cosmetici biologici non significano solo prodotti con sostanze naturali ma è da intendersi come un prodotto assolutamente efficace e sano che può portare solo benefici alla persona. Inoltre i cosmetici biologici non vengono testati sugli animali.

La scelta e quindi l’utilizzo di tali prodotti è anche una scelta di vita, di abitudini e di rispetto per la natura e l’ambiente.


Per info contattaci: redazione@bio-turismo.it

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PRIMAVERA BIO

21 aprile 2010

PrimaveraBio 2010:

la fiducia del consumatore verso il biologico

di Ilaria Pella


Dal 16 aprile al 16 maggio si svolgerà in tutta Italia la nona edizione della Primaverabio 2010, un’ iniziativa promossa dall’Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica), in collaborazione con Legambiente, Ctm-Altromercato, Arci, Federparchi e Alpa dove le aziende biologiche aprono le porte al consumatore. Il programma di quest’anno è ricco di iniziative e la volontà è quella di diffondere e far conoscere la cultura biologica ai cittadini fidelizzandoli verso un consumo responsabile dei prodotti biologicamente curati al fine di diffondere una cultura stimolando la riflessione verso la qualità della propria alimentazione e sui benefici di essa. L’obiettivo è quello di informare il consumatore sulle tecniche di coltivazione e produzione dei cibi biologici promuovendo la diffusione con lo scopo di riscoprire la natura garantendo una nuova prospettiva di vita, non solo a livello individuale ma anche collettivo e includendo in questa visione nuove oppurtunità in campo lavorativo.

Primaverabio quest’anno prende spunto da un’iniziativa dell’Onu che ha dichiarato il 2010 come l’Anno mondiale della biodiversità, per cui è fondamentale e strettamente collegato al ruolo che l’agricoltura, intesa ovviamente come biologica, riveste nella tutela della biodiversità agricola del pianeta.

Le giornate di Primaverabio prevedono che le aziende aprano le proprie porte al cittadino spiegando e mostrando come realmente i prodotti vengono coltivati e come, attraverso il sistema della filiera corta, arrivino sulle tavole del consumatore. Ci sono delle aziende nel Lazio che hanno proposto delle giornate dedicate proprio alla presentazione di se stesse attraverso l’organizzazione di visite guidate e degustazione dei prodotti da loro stessi coltivati, come il Consorzio Il Pugnalone in provincia di Viterbo che offre una visita alle coltivazioni dell’azienda, una gita nel paese di Acquapendente, durante la festa medievale del “Pugnalone” e la vendita diretta dei prodotti del Consorzio. Anche l’ azienda Filippo Tarquini, sempre in provincia di Viterbo, propone una visita guidata alla coltivazione di piante aromatiche nella quale sono specializzati, la spiegazione su come riconoscere le principali erbe aromatiche e il loro utilizzo in cucina e nella fitoterapia, il pranzo nell’azienda e l’esposizione dei prodotti da loro confezionati.

Anche l’Umbria ha organizzato una serie di iniziative che hanno come obiettivo la valorizzazione del mondo agricolo biologico come l’azienda Di Porzio che propone una visita guidata attraverso la propria comerativa durante la produzione dei formaggi, ma anche l’azienda Moretti che suggerisce, invece, i propri legumi tipici della Valnerina e l’azienda Rossi che propone la degustazione dei suoi formaggi caprini.

Primaverabio è un’iniziativa differente per chiunque voglia promuovere costruendo inisieme uno sviluppo sostenibile attraverso la conoscenza e la diffusione dell’agricoltura biologica e scelte di consumo consapevoli fondate sulla trasparenza e sulla garanzia della qualità dei prodotti.

Per maggiori informazioni www.aiab.it

eventi bio

COME E PERCHE’ POMODORO BIO

21 aprile 2010

COME E PERCHE’

IL POMODORO BIO

di Ilaria Pella

Il pomodoro è una pianta annuale i cui frutti sono bacche dal caratteristico colore rosso alla base di molti piatti della cucina italiana. Originario delle zone tropicali e subtropicali dell’America latina è ormai uno degli alimenti base della cucina mediterranea. La pianta normalmente raggiunge un’altezza che varia dai 50 cm ai 2 m. La frutto del pomodoro – di forma, dimensione e colore variabili in relazione alla varietà – presenta una buccia liscia e una polpa carnosa con una suddivisione interna in logge, contenenti i semi di forma circolare appiattiti di color bianco giallo.

E’ largamente diffuso in tutto il mondo oltre che per il suo gusto anche per le sue importanti proprietà dietetiche; questo alimento ha tuttavia raggiunto le cucine europee in tempi relativamente recenti e, sebbene importato già nel Cinquecento, soltanto due secoli dopo è stato impiegato abbondantemente nell’alimentazione.

E’ un frutto ricco di principi nutritivi e calorie, usato principalmente come alimento nelle insalate o per la preparazione di salse o piatti cotti, arricchisce le ricette in quasi tutte le portate e, se frullato, è anche un’ottima bevanda.

E’ un alimento ricco di licopene,  un antiossidante, che si pensa possa svolgere una certa funzione protettiva rispetto al rischio dei tumori. E’ comunque l’alimento principe della cucina italiana, il re della dieta mediterranea, semplice ma ricco di virtù preziose, e molteplici proprietà benefiche.

Un alleato della salute delle persone tanto che viene reputato da studiosi e nutrizionisti un alimento basilare per la linea, ma anche per gli effetti positivi al cuore e alle arterie.

Se coltivato in maniera biologica il pomodoro può contenere anche il doppio delle proprietà nutritive e degli antiossidanti permettendo così la prevenzione della pressione alta e riducendo il rischio di infarto e soprattutto la possibilità di malattie cardiache.

La differenza sostanziale nelle concimazioni biologiche consiste principalmente nella fertilità del suolo richiedendo meno concime di quanto avviene di quanto ne contengano nei campi chimici. La fertilizzazione industriale si avvale di azoto in una forma facilmente assimilabile dalle piante che riduce al minimo, quando non totalmente, le proprietà benefiche di questo alimento.

sani prodotti

LA SALUTE PARTE DALLE NOSTRE TAVOLE

21 aprile 2010

LA SALUTE PARTE DALLE NOSTRE TAVOLE

di Ilaria Pella

Potrebbe sembrare che la tendenza a cucinare alimenti coltivati biologicamente sia una novità di questi ultimi anni o che sia più che altro una moda da seguire, invece che la volontà di ritornare ad un’alimentazione sana costituita da prodotti che realmente risultino d’aiuto per la nostra salute.

Il ritorno alla natura, inteso come volontà degli individui, è un processo lento avviato già dagli inizi del ‘900 e soprattutto rafforzato dall’intenzione di evitare e di consumare prodotti utilizzando concimi e pesticidi chimici. I prodotti ottenuti con l’uso di sostanze chimiche hanno inevitabilmente un risultato differente da quelli ottenuti con metodi naturali, contengono meno vitamine, meno sali minerali, ma sono carenti anche di quegli elementi che forniscono il sapore e il profumo propri della naturalezza di quell’alimento.

Sono ormai numerosissime le ricerche che hanno dimostrato che il l’impiego continuativo dei pesticidi e dei diserbanti chimici siano connessi al manifestarsi di alcune forme di cancro o comunque legati all’insorgere di vari problemi di salute quali malattie allergiche, asma e dermatiti.

I prodotti biologicamente curati non possiedono nessuna controindicazione, anzi, risultano essere dei prodotti di elevatissima qualità tanto che molti chef li utilizzano proprio per i loro piatti migliori poiché ritengono fondamentale poter apprezzare e far apprezzare i gusti, i sapori e i profumi originali degli alimenti. Sempre più spesso, ultimamente anche nella composizione delle ricette infatti si è voluto dare risalto a questi alimenti preparandoli con cotture rapide che servono a rispettare la naturalezza del cibo preservandola da qualsiasi contaminazione.

Anche le ricette tradizionali, le più semplici, se preparate con alimenti biologici hanno una migliore qualità e risultano quindi più sane ma anche più buone e saporite. Ecco quindi le motivazioni che stanno portando ad un ritorno al modello alimentare tradizionale, magari quello delle nostre nonne che curavano i prodotti sin dalla semina e che utilizzavano di questi tutte le loro parti evitando sprechi e in nell’ assoluto rispetto della natura.

La coltivazione e la cucina biologica sono lo strumento più semplice e immediato con cui ogni individuo può determinare la qualità della propria vita presente e futura: già dall’antichità l’alimentazione è sempre stata la prima medicina. La strada migliore per mantenersi in forma è quella della prevenzione attraverso un’alimentazione corretta, genuina, e insieme misurata nella quantità, solidale e quindi biologica; capace di mantenere e aumentare la vitalità dell’individuo e per questo energetica.

Non è da trascurare poi l’aspetto ecologico del consumo dei prodotti biologicamente controllati soprattutto in un momento come questo in cui vi è un totale disinteresse verso la salvaguardia dell’ambiente: iniziare a preservare il mondo che ci circonda senza sprechi e usufruendo di ciò che di più sano la terra può darci potrebbe essere un felice inizio di rinascita, un modo per riappacificarci con un pianeta che, sofferente, inizia a dare i primi sintomi di forte malessere principalmente a causa del nostro scorretto sfruttamento e della nostra irresponsabilità.

Ilaria Pella

Hai dei consigli da darci? Scrivici a redazione@bio-turismo.it

sani

IL GELSO NERO

21 aprile 2010

IL GELSO NERO

di Ilaria Pella

L’agriturismo e azienda agricola il Gelso Nero si trova alle pendici dei monti Sabini, a Farfa, in provincia di Rieti. Situato su una collina a 35 metri sul livello del mare è un luogo molto rilassante e accogliente perfetto per trascorrere una vacanza immersi nel verde della natura a due passi dal piccolo borgo medievale di Farfa conosciuto per la sua splendida abbazia. Nel Comune si trovano i sentieri naturalistici delle gole del Farfa e il Museo dell’Olio della Sabina aperto nei week end la cui visita è resa particolarmente interessante grazie alla possibilità di poter disporre di gite guidate. Non molto lontano si incontra l’oasi naturale del WWF che si estende lungo il fiume Tevere e arriva fino al l’imponente e affascinante Cascata delle Marmore.

Tutta questa zona è caratterizzata da un’importante produzione di olio molto pregiato) e nello specifico nell’Azienda Il Gelso Nero:l’olio da loro prodotto presenta caratteristiche di singolare purezza che viene prodotto l’olio più puro. La garanzia di questo prodotto è supportata o certificata dall’adesione dell’azienda al Consorzio La Strada dell’Olio e dei Prodotti Tipici della Sabina.

Per chi desidera abbinare alla cultura e al relax anche un ottima cucina tipica biologica fatta con prodotti sani e nutrienti come i cereali, l’agriturismo ne offre una vasta gamma accompagnati da piatti o alimenti di produzione propria come le carni derivanti dai loro allevamenti di ovini, suini e avicunicoli. Nella cucina infatti è possibile gustare alcune specialità da loro prodotte tutte assolutamente artigianali come i ravioli di ricotta e basilico, le fregnacce con la persa, la zuppa di farro, gli involtini di coniglio, l’abbacchio scottadito. Esiste inoltre la possibilità di acquistare e portare a casa questi ed altri prodotti dell’azienda.

L’agriturismo situato in un casale ottocentesco ristrutturato con gusto possiede quattro stanze elegantemente arredate nelle quali è possibile soggiornare.

Ilaria Pella

vacanze

Ecco gli indumenti bio

11 marzo 2010

Dopo gli alimenti biologici anche l’abbigliamento e i prodotti per l’arredamento saranno in fibre naturali con l’esclusione di qualsiasi trattamento chimico, per permettere a chiunque di migliorare la qualità della propria vita.

Canapa, cotone, lino e seta, ma anche lana e cachemire sono i nuovi tessuti ecosostenibili che nascono e vengono lavorati nel rispetto per la natura, non hanno nessuna componente sintetica o artificiale che solitamente è derivata dal petrolio.
Forse proprio la consapevolezza dei numerosi inconvenienti derivati dall’utilizzo di materiali non prettamente naturali che ha fatto crescere negli ultimi anni l’interesse per le fibre biologiche che esenti da trattamenti tossici generano indubbiamente un capo di qualità migliore.

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Il biologico sulle tavole di un italiano su due (+4%)

10 marzo 2010

Secondo i dati pubblicati dalla Coldiretti/Swgn in riferimento all’anno appena concluso, il 2009, nonostante il periodo di crisi, più della metà degli italiani (56%) hanno acquistato o consumato prodotti biologici. Sono dati importanti per i consumatori in Italia dove il biologico sviluppa un giro di affari stimato in 3 miliardi di euro con l’agricoltura biologica (circa 45mila) su un territorio di oltre un milione di ettari*.
Una situazione simile porta anche alla necessità di dover intervenire per una normativa più trasparente ed efficace rendendo il marchio del biologico ancora più accessibile informando il consumatore e permettendogli di attuare scelte più consapevoli.
* (AGI – Roma, 8 febbraio 2010)

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Pasti biologici nelle mense delle scuole

10 marzo 2010

attualmente sono quasi un milione i bambini delle scuole che potranno consumare nelle mense un pasto biologico.

L’Associazione Italiana Agricoltura Biologica (AIAB), Coldiretti e Legambiente hanno reso noti i dati di un’indagine effettuata sulla diffusione del biologico nelle scuole, attestando una crescita del 700% negli ultimi 10 anni. Nel nostro Paese sono 791 le mense scolastiche che adottano prodotti di qualità, locali e biologici, con un aumento del 14%* rispetto all’anno precedente, facendo diventare l’Italia il paese leader a livello europeo e mondiale sul fronte dell’utilizzo dei prodotti biologici nelle mense scolastiche, nelle quali 1 milione di pasti serviti al giorno (sui circa 4 milioni complessivi) utilizza prodotti biologici in misura diversa (a partire almeno dal 20%): nel solo comune di Roma l’80% dei 150.000 pasti forniti al giorno è biologico*.
Da questi dati emerge comunque un crescente interesse e conseguente attenzione verso il biologico, verso tutti quei prodotti a km 0 della filiera corta.
E’ stato anche bandito un premio, Premio Mensa Verde, per quegli enti pubblici, privati e non profit che si contraddistinguono nella diffuzione di pratiche sostenibili dal punto di vista ambientale e sociale nel settore della ristorazione.
* (La Repubblica.it – Affari&Finanza”, 1 ottobre 2009 )

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I dati del biologico in Italia: la Sicilia al top nella produzione italiana di alimenti biologici.

10 marzo 2010

L’agricoltura biologica ha conquistato l’Italia diventando in pochi anni il centro di interesse per consumatori e produttori, pur rimanendo sempre un mercato di nicchia, soprattutto per colpa dei costi molto elevati sia di produzione che di vendita rispetto ai corrispettivi prodotti convenzionali. L’Italia comunque è uno dei paesi leader nella produzione biologica europea coprendo il 6,9% della superficie agricola. I consumatori sono disposti a pagare un prodotto maggiormente in cambio di una qualità superiore, ma soprattutto l’Europa sta regolando le pratiche agricole attraverso sentenze che facilitino la diffusione di queste colture.

In Sicilia vi è la più alta produzione biologica nazionale, mentre l’Italia complessivamente si porta al quinto posto nel mondo, interessando poco meno del 3% delle aziende agricole della penisola. La regione Sicilia ha attuato delle politiche per la diffusione di queste colture come il “Progetto per lo sviluppo dell’agricoltura biologica in Sicilia”, che prevede una serie di azioni di sperimentazione per la difesa delle colture in biologico e alta formazione di tecnici.

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La UE ha scelto il nuovo logo sul biologico

10 marzo 2010

La Commissione Europea ha lanciato nello scorso anno un bando per la realizzazione di un nuovo logo europeo rappresentativo per i prodotti biologici. Questo logo dichiara ai consumatori Europei che il prodotto acquistato rispetta determinati standard di qualità, imposti dalla stessa UE garantendo che i prodotti su cui compare sono assolutamente biologici provengono cioè direttamente dalla fattoria con lo scopo di arrivare sulle nostre tavole.
Il nuovo logo è stato scelto dai 130.000 votanti che online hanno espresso la loro preferenza, decretando tra tre finalisti il vincitore. Il logo vincente “Euro-leaf”, ideato dallo studente tedesco Dusan Milenkovic, ha ottenuto il 63% dei voti totali. A partire dal 1° luglio 2010 il logo dell’UE sarà obbligatorio per tutti gli alimenti biologici preconfezionati prodotti in uno Stato membro e che rispondono ai requisiti essenziali, mentre sarà opzionale per i prodotti importati.

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Approvazione OGM

2 marzo 2010

Il Ministro per l’Agricoltura Luca Zaia conferma il suo secco “No” alla coltivazione di prodotti Ogm assicurando interventi in caso di approvazione della legge.

La sentenza del Consiglio di Stato dovrebbe prevedere l’ingresso in Italia delle coltivazioni Ogm entro la fine di aprile, anche se si tratta solamente di un sistema di regolamentazione di queste colture, non di una liberalizzazione totale. Le problematiche relative all’introduzione dell’Ogm in Italia sono svariate, ma una in particolare è la più preoccupante: la coesistenza tra le normali coltivazioni e l’Ogm è impossibile. Il seme Ogm inevitabilmente attraverso l’aria contamina ogni coltura, la terra, i corsi d’acqua impedendo così che si possano diffondere anche altri tipi di colture come quelle biologiche. In ogni caso i prodotti Ogm creano solamente danni sia all’ambiente, con la crescita dell’inquinamento chimico attraverso l’uso di pesticidi, sia all’uomo e alla sua salute.
Fortunatamente questa pratica sta trovando dei muri di opposizione piuttosto robusti sia in numerose Provincie che in altrettanti Comuni, ma anche le grosse catene alimentari come la Coop rifiutano queste pratiche di coltivazione. Anche il Papa nel 2009 con il documento: “Instrumentum laboris” per il Sinodo dei Vescovi Africani ha dichiarato : “La campagna di semina di Ogm pretende di assicurare la sicurezza alimentare (…) Questa tecnica rischia di rovinare i piccoli coltivatori e di sopprimere le loro semine tradizionali rendendoli dipendenti dalle società produttrici di Ogm“.

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LE NOSTRE PROPOSTE

5 febbraio 2010

Il gelso nero

L’agriturismo e azienda agricola il Gelso Nero si trova alle pendici dei monti Sabini, a Farfa, in provincia di Rieti. Situato su una collina a 35 metri sul livello del mare è un luogo molto rilassante e accogliente perfetto per trascorrere una vacanza immersi nel verde della natura a due passi dal piccolo borgo medievale di Farfa conosciuto per la sua splendida abbazia. Nel Comune si trovano i sentieri naturalistici delle gole del Farfa e il Museo dell’Olio della Sabina aperto nei week end la cui visita è resa particolarmente interessante grazie alla possibilità di poter disporre di gite guidate. Non molto lontano si incontra l’oasi naturale del WWF che si estende lungo il fiume Tevere e arriva fino al l’imponente e affascinante Cascata delle Marmore.

Tutta questa zona è caratterizzata da un’importante produzione di olio molto pregiato) e nello specifico nell’Azienda Il Gelso Nero:l’olio da loro prodotto presenta caratteristiche di singolare purezza che viene prodotto l’olio più puro. La garanzia di questo prodotto è supportata o certificata dall’adesione dell’azienda al Consorzio La Strada dell’Olio e dei Prodotti Tipici della Sabina.

Per chi desidera abbinare alla cultura e al relax anche un ottima cucina tipica biologica fatta con prodotti sani e nutrienti come i cereali, l’agriturismo ne offre una vasta gamma accompagnati da piatti o alimenti di produzione propria come le carni derivanti dai loro allevamenti di ovini, suini e avicunicoli. Nella cucina infatti è possibile gustare alcune specialità da loro prodotte tutte assolutamente artigianali come i ravioli di ricotta e basilico, le fregnacce con la persa, la zuppa di farro, gli involtini di coniglio, l’abbacchio scottadito. Esiste inoltre la possibilità di acquistare e portare a casa questi ed altri prodotti dell’azienda.

L’agriturismo situato in un casale ottocentesco ristrutturato con gusto possiede quattro stanze elegantemente arredate nelle quali è possibile soggiornare.

Ilaria Pella

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