arte e cultura bio
La Tuscia tra boschi,
arte e itinerari naturali
di Ilaria PellaLa provincia di Viterbo, estesa a nord di Roma, fra il mar Tirreno, la Toscana e l’Umbria è anche conosciuta con il nome della Tuscia.
Tuscia è la denominazione attribuita all’Etruria meridionale dopo la fine del dominio etrusco, indicava in origine un territorio assai vasto che le diverse vicissitudini storiche hanno ripartito in varie aree. Tuscia è oggi terra degli etruschi perché conserva inalterato quel sapore e quella cultura, ma è anche varietà di proposte sia per quanto riguarda l’offerta culturale che quella naturale. Queste bellissime zone del lazio sono caratterizzate da una storia molto intensa che le ha reso il posto molto interessante a livello culturale. Il territorio della Tuscia è molto interessante poichè estremamente diversificato: dalla costa tirrenica ad ovest, con litorale sabbioso coronato dalla tipica vegetazione mediterranea, alle pianure di colmamento della Maremma Viterbese; dalle colline boscose del Monte Rufeno e dei Monti Volsini, Cimini e Sabatini, fitti di querce e castagni, con i vulcanici Laghi di Bolsena, Mezzano, Vico e Monterosi, alla notevole area termale riunita intorno alla piana di Viterbo, fino alla rigogliosa Valle del Tevere ad est, percorsa da forre fluviali e speroni tufacei più o meno elevati su cui si ergono caratteristici centri storici d’antica origine.
La caratteristica di questo territorio è il suo animo selvaggio e indomato, una naturalezza in contaminata che domina in tutte le zone
Viterbo inoltre è ricca di sorgenti termali, concentrate per lo più in un’area compresa tra la Cassia nord e la Cassia sud. Di origine antichissima, furono scoperte già dagli Etruschi ed in seguito valorizzate dai Romani che edificarono le strutture,
in parte ancora visibili, nei pressi della città. Tra Medioevo e Rinascimento diversi pontefici ricorsero a cure termali. Accanto a zone libere, dove poter sperimentare le benefiche proprietà delle acque, vi sono stabilimenti che offrono servizi terapeutici e ricreativi. Le acque viterbesi sono: ipertermali per la maggior parte (alla sorgente 40-65°C), chimicamente classificate del tipo sulfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrose; termali (30-40°C) ed ipotermali (20-30°C) di tipo bicarbonato-solfato-alcalino-terrose, carboniche e carbonico-ferruginose; risultano indicate per disturbi vascolari,
respiratori, dermatologici e non solo. Il fango, prelevato al Bagnaccio, è utilizzato sia per la fangoterapia che per trattamenti estetici.
Per quanto riguarda l’arte la Tuscia è piena di ville e dimore signorili, costruite dai potenti cardinali di Viterbo. Le più imponenti risalgono al XVI sec., pensate come ville suburbane e destinate allo svago e allo sfoggio dei potenti proprietari. Ne sono un bellissimo esempio Villa Lante a Bagnaia e Palazzo Farnese a Caprarola.
Inoltre nel territorio della Tuscia esistono necropoli rupestri appena accennate nella topografia artistica. Queste città d'oltretomba risalgono al VIII e VII sec. a.c. e offrono uno spaccato di vita quotidiana dei primi abitati della zona. I Falisci costruivano i loro cimiteri a immagine e somiglianza delle case abitative dei defunti. La visita a una di queste necorpoli permette lo studio delle loro abitudini abitative.
Tutta la zona della Tuscia è meta turistica molto ambita poichè la naturalezza dei suoi paesaggi di mescola con delle zone artistiche e culturali di importante rilevanza storica.




