GLI ECO-SACCHETTI
Addio busta di plastica,
benvenuti eco-sacchetti
Per smaltire la classica busta di plastica l’ambiente ci mette circa 400 anni, invece le nuove buste ecologiche biodegradabili in sei mesi sono totalmente annientate.
Sono gli eco-sacchetti, così definiti dai più, a prendere negli ultimi mesi il sopravvento nei negozi e nei supermercati. Molte città, tra cui Torino hanno già imposto a livello legale l’uso di queste buste multando i disertori da 25 a 250 euro in caso di mancato utilizzo. La classica busta di plastica ormai messa a nanna ha purtroppo nel corso degli anni causato problemi ambientali davvero ingenti, basti pensare che in Italia si producono circa 200 mila tonnellate di shoppers di plastica all’anno, impiegando circa 430 mila tonnellate di petrolio, pari grosso modo al consumo di 160 mila automobili che percorrono 30 mila km all’anno.
Adesso il lavoro più grosso sta nelle mani delle grosse catene di supermercati, qualcheduna ha già deciso, altre ci stanno pensando e altre ancora temporeggiano.
I francesi di Auchan sono stati i primi a saltare l’ostacolo: dopo l’esperimento di Antegnate, Bergamo, dal 22 marzo primo market shopper-free in Italia, a partire da luglio tutti i cinquanta negozi del loro circuito italiano offriranno ai clienti la scelta fra il sacchetto in mater-bi (la pellicola biodegradabile che si ricava dal mais, dall’olio di girasole, dalla patata o dagli scarti di pomodoro) a 10 centesimi, quello di carta a 18, o i contenitori riutilizzabili di plastica o cartone a 99. Un rischio per loro che gli shopper, unici sul mercato, finora li hanno addirittura regalati, non solo: li facevano perfino imbustare dalle cassiere.
Ma la sperimentazione sembra essere stata incoraggiante: “Qualche reazione indispettita, ma la maggioranza accetta“. Anche Coop scommette sullo scrupolo di coscienza “verde” dei clienti: “Stiamo accelerando, dovremmo essere pronti ben prima della fine dell’anno“, annuncia il responsabile qualità Maurizio Zucchi; intanto lancia la nuova “collezione” di eleganti sportine alternative offerte alle casse: cinque riutilizzabili, una usa-e-getta biodegradabile.
Le altre catene della grande distribuzione sono, invece, più prudenti. Crai, Esselunga, Despar non hanno deciso cosa fare: tutte comunque offrono già alternative riciclabili o riutilizzabili allo shopper di plastica (Esselunga addirittura in 19 modelli diversi), ma stanno ancora valutando se decretare l’ostracismo definitivo di quelle tradizionali. Carrefour e Conad, invece, in assenza di obblighi precisi di legge, continueranno a lasciare al consumatore la scelta. “Noi puntiamo alle borse riutilizzabili“, assicura Giorgio Cattaneo, responsabile commerciale Carrefour, “ma cambiare abitudini consolidate non è semplice, c’è sempre una resistenza da vincere“.
Il problema effettivo sono appunto le abitudini dei clienti, se milioni di persone smettessero di chiedere gli shopper alle casse dei supermercati si potrebbe ridurre questa follia plastica già da subito, senza aspettare nemmeno un mese.

Ma le soluzioni sono infinite se davvero almeno questo problema si volesse risolvere, come hanno fatto a Roma con un’iniziativa super-ecologica lanciata dal supermercato Gs di via Tevere 17 dove i clienti, possono chiedere la consegna della spesa a domicilio con veicolo elettrico ricaricato ad energia solare prodotto da pannelli fotovoltaici. L’iniziativa è riportata anche sulla pagina su Facebook dedicata al supermercato. Basta un pò di buona volontà!



